La manifestazione
maltempo»timori e rischi
Il principio - non serve avere la mente di Newton - è semplice. Per evitare allagamenti ed esondazioni gli interventi prioritari sono due: ponti più alti, in grado di sostenere anche le piene...
Il principio - non serve avere la mente di Newton - è semplice. Per evitare allagamenti ed esondazioni gli interventi prioritari sono due: ponti più alti, in grado di sostenere anche le piene duecentennali, e alveo di fiumi e corsi d’acqua più ampio. Così per mettere in sicurezza tutta l’area di Ricortola, Bondano e Partaccia - e il Comune lo sa bene - i primi lavori nella lista sono quelli sui 4 ponti (in via Pietrasanta, via Silcia, via Sotto Ricortola e alla foce) e sul letto del Ricortola appunto. I soldi - solitamente è questo il tasto dolente - ci sono, ma da quelle parti non si muove una foglia senza il via libera della Regione. L’area, infatti, rientra a pieno titolo nell’ex Sin (sito di interesse nazionale) , ora Sir (interesse regionale). A cambiare le carte e consentire un rapido via ai lavori è arrivata lo scorso 23 dicembre una delibera della Giunta regionale, un atto che, in caso di emergenza idraulica riconosciuta da ordinanze di protezione civile, consente una deroga al Sir. Tradotto: permette di realizzare i lavori. Palazzo civico non perde un secondo, sindaco e tecnici bussano alle porte della Regione. Ieri l’incontro e la disponibilità a concedere la deroga. La nostra richiesta arriva per prima, rimane quindi da meglio definire la procedura. Ma aperta la strada, il Comune potrà percorrerla anche per inaugurare i lavori al ponte sul Frigido, quello alla fine del parco fluviale.
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