Sicurezza
«Il Comune mi dica se sono al sicuro»
Continua la battaglia di Massimiliano Confalonieri che rischiò di morire nell’alluvione del 2012
CARRARA. Continua la battaglia di Massimiliano Confalonieri, che abita a Bonascola e che ha rischiato di morire nell’alluvione del 2012 quando la sua casa venne inondata dall’acqua. Da mesi e mesi sollecita interventi per la messa in sicurezza della zona e chiede al Comune cosa intenda fare, visto anche che ci sono state ordinanze, di cui una nell’agosto 2013, «per sanare una situazione causata da una condotta tombata».
Ora scrive che dopo le ultime violenti precipitazioni che hanno causato anche una frana a Massa, «e al termine di ulteriori momenti di autentica angoscia e paura, non avendo ricevuto dal Comune alcuna risposta», sollecita ancora una volta che vengano soddisfatti i quesiti che pone: fra questi, se la condotta tombata sia regolare” oppure no; se sia regolare l'allaccio di tale condotta al pubblico canale di scorrimento. «Ribadisco la necessità – scrive Confalonieri – di sapere se tale condotta “tombinata” è allo stato attuale sicura».
Chiede se sono state eseguite verifiche. E se no, il motivo.
Inoltre, Confalonieri domanda: «Quali sono le motivazioni legalmente impeditive ad eseguire una ordinanza datata 1999?», «Con quali tempistiche avverra' il “ripristino dei luoghi?”, «Quali azioni sono state fatte ad oggi in merito all'esecuzione di tale ordinanza ? Possibile visionare copia di tutto quanto prodotto relativo all'argomento dal novembre 2012 ad oggi? Quali le tempistiche adottate in merito?».
E alla fine chiede: «Posso stare tranquillo di non correre rischi di nessun genere in caso di piogge intense?».
Infatti è questa la sua principale preoccupazione, visto che nel 2012 quando ci fu l’alluvione, si trovava in un locale della sua abitazione, che venne inondato improvvisamente dall’acqua che sfondò una porta sul retro dello stabile. Confalonieri , come ha raccontato, si trovò a galleggiare con l’acqua al soffitto, si immerse nuotando fino a una scala per mettersi in salvo. Da allora, quando piove forte, non riesce a dormire. Continua a chiedere al Comune risposte per la propria sicurezza e della sua famiglia. Dice che «non vuole e non cerca sterili polemiche ma solo fatti certi e rapidi da parte della pubblica amministrazione e soprattutto che la stessa si esprima in maniera chiara e se necessario che agisca con tempi rapidi».
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