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Davide Bandoni scagiona la nonna

Davide Bandoni scagiona la nonna

Il nipote di Pierluigi Destri si scusa «per il male che ho fatto», Calevo accetta

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LA SPEZIA. Nuova udienza del processo ai rapitori dell’imprenditore edile Andrea Calevo avvenuto il 18 dicembre 2012 nella villa di famiglia a Serra di Lerici.

Ieri mattina di fronte al presidente della corte di assise, è stato ascoltato come testimone il giovane Davide Bandoni, nipote di Pierluigi Destri. Molti i «non ricordo» che Bandoni ha inframmezzato durante la sua audizione, nel culmine della quale ha praticamente voluto scagionare la nonna, Anna Viti, moglie di Destri, rimasta anche lei implicata nel rapimento, dato che Calevo venne liberato dal blitz delle forze dell’ordine mentre era tenuto segregato nella villetta di proprietà di Destri, a Sarzana. Anche la madre di Andrea Calevo è stata ascoltata: la donna ha ripercorso le fasi del rapimento avvenuto alla sua presenza quando, ha detto «tre banditi fecero irruzione in casa e prima di portarlo via rubarono soldi, preziosi, orologi e perfino un cordless». L’avvocato di Pierluigi Destri, Giuliana Feliciani, le ha ricordato che in una precedente versione dei fatti la donna aveva parlata di quattro rapitori. Sono seguite alcune schermaglie. Il pm ha poi concluso l’esame dei testi e il processo è stato aggiornato al 30 gennaio.

Da segnalare che durante l’udienza, Davide Bandoni nel suo intervento ha detto fra l’altro: «Chiedo scusa per il male che ho fatto».

Le scuse sono state accettate dall’imprenditore lericino: «Accetto le sue scuse, perchè l'ho conosciuto quando ero imprigionato», ha infatti affermato Andrea Calevo.

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