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Allarme droga in classe Controlli davanti i cancelli

Allarme droga in classe Controlli davanti i cancelli

Forze dell’ordine e unità cinofile perquisiranno gli studenti delle superiori Lo spaccio avveniva anche durante la ricreazione, ma nessuno ha visto niente

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MASSA. Dopo il sequestro di mezzo chilo di hashish e marijuana, nelle scuole superiori del centro verranno effettuati controlli a raffica. L’indagine, coordinata dal pm Vito Bertoni, avrà degli sviluppi perché i quattro ragazzi fermati - due ai domiciliari e due denunciati a piede libero - secondo gli inquirenti sono soltanto l’ultimo anello di una catena ben più lunga. La vendita di droga veniva effettuata davanti all’ingresso degli istituti pochi minuti prima della campanella. Oppure durante l’intervallo. Venditore e compratori avevano un codice: bastava un’occhiata, poi con una stretta di mano c’era il passaggio della pallina di cellophane e della banconota. Se la cavavano con poco i consumatori più assidui, invece per gli altri la merce costava un po’ di più. Tagli da 5, 10 e venti euro. Chi ne prendeva di più lo faceva per passarla poi ai compagni.

Tutto fatto alla luce del sole, con gli studenti che ricevevano in classe questo ragazzo che nulla aveva a che fare con la scuola. Ma nessuno ha mai detto nulla, nemmeno segnalato l’anomalia alle forze dell’ordine. Perché?

I carabinieri, la polizia e la guardia di finanza torneranno a presidiare le scuole nelle prossime settimane. Quando era stata decisa la tolleranza zero, più o meno nello scorso anno scolastico, il fenomeno era un po’ diminuito. Se non altro tra i banchi di hashish e marijuana ne giravano pochi grammi. Anche perché i cani spuntavano all’improvviso e se qualcuno aveva la droga nello zaino rischiava grosso.

Il quartetto di pusher si era diviso i compiti: uno andava davanti agli istituti, uno si riforniva dal grossista (che deve essere ancora individuato) e gli altri due si davano il cambio in casa. Un appartamento che avevano affittato per qualche giorno prima di Capodanno diventato poi il loro covo. Anche perché nessuno in famiglia si era preoccupato per la loro assenza.

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