Il dolore
Acquisto Eaton, «a febbraio chiudiamo»
Ugolotti (Zia) parla di tempistica rispettata, ma la valutazione del valore dell’area ancora non c’è
MASSA. Il capitolo della aquisizione della (ex) Eaton dovrebbe concludersi a febbraio. Lo dice Cesare Ugolotti, presidente del consorzio Zona industriale apuana, secondo il quale «l’accordo di programma - siglato quest'estate dal consorzio stesso, il comune e la provincia di Massa Carrara - sta procedendo nei tempi previsti. Le uniche difficoltà che rallentano l’accettazione dello studio di fattibilità (uno studio sui costi e le procedure per l'acquisizione e la vendita dell'area in questione) rimangono legate alle valutazioni tecniche e ambientali. «Entro fine mese – spiega Ugolotti – dovremmo riuscire a sbloccare le due questioni rimaste in sospeso. Da una parte c’è la definizione del valore dell’area da parte dell'ufficio tecnico erariale (Ute), dall’altra c'è tutta la questione relativa agli aspetti dello stato dei siti dal punto di vista ambientale».
Il programma prevede poi che a fine mese venga definito lo studio di fattibilità ed entro il 15 di febbraio si vada a siglare il secondo accordo di programma. Tutta la questione - salvo imprevisti - dovrebbe quindi risolversi entro fine mese: «Siamo speranzosi, presupponiamo che entro febbraio verrà fatto il contratto di acquisto dell'area ex-Eaton – continua Ugolotti». Così, finalmente, dovrebbe chiudersi un capitolo della zona industriale che da troppo tempo va avanti, e anche i lavoratori che verranno riassorbiti all'interno della Inglom Spa – dai 70 agli 80 quelli previsti dal piano – finalmente potranno tornare ad essere più sereni.
Per le altre aree all’interno del Sin-Sir, la questione è più complessa: «Stiamo affrontando problematiche relative agli aspetti ambientali – spiega il presidente della Zia – alcune aree importanti rimangono sotto il Sin (cioè sito di interesse nazionale di competenza del ministero e non della Regione): la ex-Enichem, la ex-Farmoplant, la Bario e la Ferroleghe. Lo stato delle carte sulla bonifica della Enichem è abbastanza avanzato e rimane qualche aspetto da valutare. cioè quelli che andranno ad incidere sui costi dell'area, anche se sembrerebbe che problemi non ce ne siano». All'orizzonte sembra però esserci anche qualche segnale positivo: «Diciamo che in questo periodo ci sono stati alcuni contatti ed iniziative, allo stato attuale però non possiamo dire niente perchè ancora non sono stati concretizzati e dobbiamo aspettare per dare conferme, l'ottica è di speranza».
Alessio Profetti
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