Il Tirreno

Paesi da sorvegliare: tre i nuovi fronti

Paesi da sorvegliare: tre i nuovi fronti

I volontari del Soccorso alpino scoprono altri cedimenti sopra a Forno e sopra a Resceto e alla cartiera

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MASSA. Nelle prossime ore la montagna sarà una sorvegliata speciale. Non c’è solo la frana di Casette. Dopo la bomba d’acqua dell’alba di martedì, si sono aperti altri fronti di frana: almeno tre. Quali sono ce lo dicono i volontari del Sast, il soccorso alpino speleologico toscano, nel tragitto con cui dal bivio di Casette-Forno ci accompagnano in centro-città.

Mentre la Croce Rossa portava su e giù i residenti dal bivio alla vecchia via di lizza “pedonale”, i volontari del soccorso alpino hanno mappato il territorio.

Tre sono i punti da tenere sotto osservazione: «Sopra a Resceto, sopra a Forno e nella zona della cartiera – ci spiegano – Abbiamo notato, ad occhio nudo, dei movimenti franosi». Sono zone note e già considerate “rosse”. Senza alcun dubbio. «Per scovarle – ci spiegano – è sufficiente andare su Google Maps».

Il problema è che – al momento – c’è poco da fare. C’è solo da sperare che – se proprio deve piovere – non si abbatta su Massa e la montagna massese un’altra bomba d’acqua come quella che si è scagliata tra la notte di lunedì e l’alba di martedì.

«Tutta la nostra montagna è franosa – ci spiegano i volontari del Sast – Anzi, tutta la montagna in genere lo è. Basta salire a Pian della Fioba, ad esempio, per vedere porzioni di montagna smottata»

E quando piove per diversi giorni o scendono quantitativi di pioggia straordinari, ne compaiono di nuove.

Più che il meteo di oggi preoccupa quello di domani.

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