La manifestazione
Nca, commessa per uno yacht da 37 metri
La buona notizia arriva il giorno del tavolo al Ministero dello Sviluppo. Segnali di distensione fra proprietà e lavoratori
CARRARA. Segnali di distensione al tavolo del Ministero dello Sviluppo dedicato alla vicenda Nca. E Intanto The Italian Sea Group annuncia: martedì sera acquisita una nuova commessa, è uno yacht da 37 metri.
Dopo le polemiche della scorsa settimana, con lo scambio di accuse incrociato tra alcuni lavoratori e la proprietà, ieri nell’incontro tenutosi a Roma, i delegati di The Italian Sea Group e i rappresentanti dei lavoratori, si sono impegnati a rilanciare il dialogo, per risolvere le criticità emerse in questo primo anno di nuova gestione. Al tavolo hanno partecipato oltre alla proprietà e le rsu, le segreterie provinciali e nazionali dei sindacati di categoria, il sindaco Angelo Zubbani, e i rappresentanti di Regione, Provincia e del Governo. Gli scogli da superare sono sempre gli stessi: il mancato raggiungimento dell’accordo di secondo livello, con la proposta della proprietà bocciata dal referendum dei lavoratori; la questione delle tredicesime, pagate con un prelievo sul tfr dei dipendenti; i corsi di formazione per la riqualificazione del personale e, più in generale, la nuova organizzazione del lavoro e delle risorse umane. Ieri al tavolo, sindacati e azienda hanno raccontato le rispettive versioni dei fatti, senza però mai scendere in polemica e risparmiandosi lo scambio di accuse a cui avevamo assistito la scorsa settimana: «Le questioni restano aperte ma il clima è decisamente migliorato» ha commentato il sindaco Zubbani, spiegando che «l’azienda non ha chiuso la porta a nessuna delle richieste del sindacato e che le minacce di disdettare l’accordo di programma o il piano industriale sono state archiviate». Insomma le nubi che si erano addensate su Nca in occasione dell’ultimo tavolo al ministero dello Sviluppo, lo scorso dicembre, sembrano iniziare a diradarsi: a ulteriore conferma del clima di “disgelo”, nel corso della riunione, The Italian Sea Group ha annunciato che i lavori sul nuovo capannone di viale Colombo (quello, per intenderci che ospiterà la costruzione dei megayacht da 90 metri) procedono speditamente e dovrebbero concludersi entro la prima metà di marzo. Non solo, proprio martedì sera, alla vigilia della delicata trasferta romana, la società ha acquisto una nuova commessa: «Sì abbiamo firmato il contratto per uno yacht da 37 metri» ha spiegato Stefano Pacciani, amministratore delegato di Nca, che però non si è sbottonato sui dettagli dell’operazione. L’ad ha invece commentato con cauto ottimismo l’esito dell’incontro: «È emersa una buona volontà da parte di tutti per ri-iniziare un dialogo costruttivo. Il clima sembra essersi disteso e ci sono le basi per affrontare i temi che sono sul piatto» ha osservato Pacciani, precisando che «le rispettive posizioni non sono mutate ma dovranno mutare gli approcci agli strumenti, in un cammino da compiere con buona volontà e rapidamente». Segnali di distensione, quelli arrivati dalla proprietà, che si ritrovano anche nei commenti dei rappresentanti dei lavoratori: «Abbiamo registrato la disponibilità di tutti a ri-iniziare la discussione per risolvere i problemi. Nell’ambito di questo dialogo dobbiamo ristabilire un clima di serenità e trasparenza» ha confermato Giulio Marchi di Fiom-Cgil.
Archiviate le dichiarazioni di intenti, questo nuovo clima di disponibilità verrà messo sul banco di prova già la prossima settimana, quando rappresentanti dei lavoratori e managment di The Italian Sea Group si incontreranno faccia a faccia, all’interno del cantiere di Marina per entrare nel merito dei problemi. (c.ch.)
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