Il Tirreno

«La Concordia al largo del Cinquale»

di Manuela D'Angelo
«La Concordia al largo del Cinquale»

Il sindaco Buffoni chiede alla Costa e alla protezione civile di non demolirla ma di farne un centro ittico e un museo

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MONTIGNOSO. Tutti la vogliono la Costa Concordia, ma per demolirla. Tutti, ma non il sindaco di Montignoso Narciso Buffoni che lancia l'ennesima proposta- provocazione ai colleghi "dei dintorni": «Il relitto della Costa Concordia ce lo prenderemmo noi, se fosse possibile, ma per farne un centro ittico e subacqueo, un museo, un ristorante e un polo di attrattiva turistica. Un'idea folle lo so, ma che mi piace da morire».

Il sindaco Buffoni pensa alla Costa Concordia quando mancano meno di due mesi all'assegnazione della commessa più ambita per i cantieri navali di mezzo mondo perché, demolire la più grande nave da crociera italiana, 290 metri di lunghezza, 35 di larghezza e 114 tonnellate di peso, significherebbe garantirsi ricchezza, lavoro e occupazione per anni. «Perché invece non ricchezza, occupazione e lavoro per sempre? Perché eliminare quello che per noi italiani potrebbe diventare un bene?- spiega Narciso Buffoni-; noi siamo bravissimi a smantellare, allontanare i problemi, vendere. Invece non sappiamo approfittare delle opportunità, non riusciamo a coltivare, a far crescere nulla. Ecco la mia proposta per Costa Concordia, per la Protezione Civile e per il Ministero dell'Ambiente: attracchiamo al largo del Cinquale il relitto della nave, davanti al nostro specchio d'acqua; pensiamo ad un ristorante sul mare, a cui si arriva tramite barche dai porti di tutta Italia; un museo per non dimenticare le vittime del naufragio, un centro sub e un centro ittico internazionale e chi più ne ha più ne metta. Non è necessario demolirla. Possiamo farla diventare una risorsa, una cosa positiva, un centro anche ricreativo e che attragga turismo da tutto il mondo, proprio come faceva, suo malgrado, quando si trovava accasciata sugli scogli».

Il sindaco Buffoni fa riferimento a quel "turismo dell'orrore" cui troppe volte in Italia siamo stati abituati. L'isola del Giglio non vide mai tanti turisti e visitatori come quando la Concordia naufragò al largo dei suo scogli. Miliardi di flash hanno immortalato i momenti più critici della storia del gigante di ferro e dunque perché non tornare a fotografare, ma stavolta qualcosa di vivo e di positivo?

«Intanto penso alla maestranza che potrebbe essere impiegata a lavorare lì dentro; un segno importante per la nostra disoccupazione. Poi penso al risparmio che tutti ne avrebbero, visto che i costi di smantellamento e trasporto salgono di giorno in giorno e si è già arrivati a centinaia di milioni di euro; infine penso all'ambiente, perché lo smaltimento di buona parte di quella carcassa non sarà indolore e penso alla memoria, perché comunque far sparire il relitto non servirebbe a far dimenticare l'accaduto».

Il sindaco Buffoni sa che non ha nessuna competenza in materia, neanche sulle acque al largo di Cinquale su cui vige il controllo del Ministero dell'Ambiente, però ha idee e voglia di fare: «Io sto solo proponendo al privato e alla Protezione Civile un'opzione allo smantellamento. I costi? Non posso avere idea adesso di quanto occorrerebbe alla Costa per ristrutturare la sua nave, metterla a norma e farla diventare agibile, ma ho letto che solo per trasportarla via dal Giglio saranno spesi 30 milioni di dollari. Insomma, credo che la Costa possa solo guadagnarci».

Chissà, forse Buffoni avrebbe potuto solleticare la pancia del privato, con la sua idea, se non fosse che lo smantellamento della Concordia è già stato stabilito e che è aperta una gara che vede impegnati, come ha ricordato anche il capo della protezione civile Franco Gabrielli, ben 12 porti di sei nazioni. In lizza tra le candidate ci l'Inghilterra, la Norvegia, la Francia, la Cina e la Turchia e Cinquale non potrà mai essere tra le opzioni.

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