Il Tirreno

Hashish a scuola, arrestati due ventenni

Hashish a scuola, arrestati due ventenni

I carabinieri li hanno sorpresi davanti all’ingresso di un istituto del centro. Sequestrato mezzo chilo di dosi già pronte

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MASSA. Spacciavano hashish e marijuana nelle scuole superiori del centro. E lo facevano davanti agli occhi di tutti, prima del suono della campanella di inizio lezioni o durante la ricreazione. Troppo spregiudicati per passare inosservati, tanto che i carabinieri del nucleo operativo si sono accorti che c’era qualcosa di strano in quegli istituti e hanno cominciato a fare dei controlli. Scoprendo che mescolato agli studenti c’era un ragazzo che non entrava mai a scuola e soprattutto parlottava con più gruppetti. C’è voluto poco per capire che era un pusher. Così è stato pedinato per qualche giorno. Ieri il fermo e il ritrovamento di un panetto marrone. E la confessione: c’era altra droga in una casa di via Pisa che divideva con degli amici. I militari hanno suonato al portone dell’indirizzo indicato e hanno trovato il resto. Mezzo chilo di hashish e marijuana in parte già confezionato, per un valore di oltre diecimila euro. I militari hanno caricato la droga nel bagagliaio di un’autopattuglia e tre giovani nell’altra. Li hanno interrogati e alla fine hanno deciso di fermarne due: il pusher ammanettato davanti alla scuola e uno degli inquilini del deposito che aveva addosso un marsupio con un po’ di erba. L’accusa è di spaccio di droga.

L’indagine, coordinata dal pm Vito Bertoni, non finisce qui perché i quattro sono soltanto l’ultimo anello di una catena ben più lunga. Da chi si rifornivano? E soprattutto: la droga che avevano in casa era l’unica in loro possesso? Sono stati individuati anche gli studenti che compravano dallo spacciatore. Non sono pochi, un centinaio almeno. Lo stupefacente con ogni probabilità lo consumavano tra una lezione e l’altra o durante la ricreazione, ma nessuno tra docenti e presidi si erano accorto di quello che avveniva sotto i loro occhi. La vendita di hashish e marijuana veniva effettuata davanti all’ingresso pochi minuti prima della campanella. Avevano un codice: bastava un’occhiata, poi con una stretta di mano c’era il passaggio della pallina di cellophane e della banconota. Se la cavavano con poco i consumatori più assidui, invece per gli altri la merce costava un po’ di più. Tagli da 5, 10 e venti euro. Chi ne prendeva di più lo faceva per passarla poi ai compagni.

I quattro ragazzi sono stati interrogati dalla tarda mattinata fino a pomeriggio inoltrato negli uffici della caserma La Plava per valutare le loro posizioni. Un paio di loro hanno fornito anche elementi utili per poter proseguire l’inchiesta che come detto coinvolge diversi istituti superiori. Avevano preso la casa in via Pisa poco prima di Capodanno, lì hanno festeggiato San Silvestro e poi hanno deciso si starci un po’ di più. Tanto le famiglie non li reclamavano. Sono disoccupati. Due di loro resteranno ai domiciliari, gli altri sono stati denunciati a piede libero.

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di Redazione Pisa