La manifestazione
Anziani di Stadano ancora più isolati
Il Comune ha soppresso il mezzo che li accompagnava ad Aulla per svolgere le commissioni
AULLA. Nemmeno la visita a Stadano la scorsa settimana del Gabibbo, sembra avere portato qualcosa di buono a quella sfortunata comunità, da oltre due anni prive del ponte sul fiume Magra, letteralmente spazzato via dall’alluvione. Infatti, dalla prossima settimana alcuni anziani della piccola frazione potranno raggiungere Aulla soltanto tre volte alla settimana e non più 6 come accade tutt’ora, anche se è in corso di valutazione da parte degli uffici comunali competenti la possibilità di alzare il numero dei giorni a cinque: questo in virtù della levata di scudi da parte degli anziani, i quali si sono recati in municipio ieri mattina per protestare.
A luglio dello scorso anno era stata decisa la soppressione dell'autobus Atn per ragioni di sicurezza, ovvero a causa delle ridotte dimensioni della corsia autostradale che gli abitanti sono costretti a utilizzare, in assenza del ponte, per entrare e uscire dalla frazione. L'autobus era stato poi sostituito da un'autoveicolo del Comune di Aulla, che effettuava il sevizio 6 giorni su 7. Soluzione questa che è andata avanti fino a oggi, ma che sarà superata (al posto dell'autoveicolo arriverà un taxi per soli tre giorni alla settimana), provocando la vivace protesta degli anziani della frazione, alcuni dei quali hanno appunto protestato nei confronti del commissario prefettizio Franca Rosa.
«Come faremo per andare dal dottore o a fare la spesa? E poi ci volete reclusi a Stadano per quattro giorni alla settimana? A Stadano non c'è nulla, dovreste saperlo...". Queste le principali obiezioni che gli anziani hanno portato all'attenzione di Franca Rosa, la quale ha convocato la dirigente comunale Luciana Micheletti per alcuni doverosi chiarimenti: «Innanzitutto, è vero che avevamo pensato a tre giorni la settimana, ma, vista la protesta che si è levata, stiamo valutando la possibiltà di effettuare il servizio con un taxi cinque volte alla settimana. Però, non è non è pensabile andare avanti così, con un servizio raffazzonato in una situazione di emergenza, un servizio che potrebbe andare avanti per altri due anni, impegnando un nostro autista ogni giorno». Quindi, non c'è una ragione economica alla base della decisione? «La ragione principale - prosegue Micheletti - è che non abbiamo alternative al taxi, è una ragione organizzativa legata al fatto che non si può andare avanti così magari per altri due anni».(g.u.)
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