Attenzione
Alluvione, la Procura presenta il conto
Valutate le risorse pubbliche impiegate per la ricostruzione. Trasmessi gli atti alla Corte dei Conti che indagherà
AULLA. Altra tegola per 12 dei tredici indagati nell'inchiesta sui tragici fatti dell'alluvione del 25 ottobre 2011. Infatti, il procuratore regionale della Corte dei Conti, Angelo Canale, e il capo della Procura, Aldo Giubilaro, facendo riferimento «ai gravi danni che l'alluvione del 25 ottobre 2011 ha causato a strutture pubbliche e private della Lunigiana, in particolare dell'abitato di Aulla, e al conseguente impiego di ingenti risorse pubbliche per la loro ricostruzione, risorse valutabili in alcune decine di milioni di euro», annunciano che la Procura regionale presso la Corte dei Conti per la Toscana e la Procura della Repubblica di Massa hanno avviato di concerto apposita «istruttoria per danno erariale, con carattere di priorità, nei confronti dei soggetti che, all'esito degli accertamenti in sede penale, sono stati imputati del reato di disastro colposo e che vanno ritenuti, di conseguenza, i presunti responsabili dei relativi ingenti danni erariali».
Quindi, dodici dei 13 indagati nell'inchiesta potrebbero essere condannati a rifondere il danno che avrebbero arrecato, a causa della loro presunta condotta fraudolenta, al patrimonio pubblico e privato. Ovviamente, il tutto dovrà essere dimostrato in sede processuale, sempre che si verifichino i rinvii a giudizio.
Ma perchè dodici dei tredici indagati e non tutti? Perchè l'ex assessore comunale aullese alla Protezione civile, Giovanni Chiodetti, è indagato "soltanto" per omicidio colposo e non per disastro colposo, mentre gli altri dodici risultano indagati per entrambe le ipotesi di reato.
Ecco i nomi degli altri dodici indagati: l'ex presidente della Provincia di Massa Carrara, Osvaldo Angeli, attualmente commissario della stessa; i dirigenti provinciali Giovanni Menna, Gianluca Barbieri e Stefano Michela; gli ex sindaci di Aulla, Lucio Barani (attualmente parlamentare di Forza Italia) e Roberto Simoncini (storico delfino proprio di Barani); il dirigente comunale Franco Testa, il quale si occupava del settore urbanistica e lavori pubblici; l'ex dirigente comunale Giuseppe Lazzerini, attualmente direttore generale dell'Erp di Massa Carrara (l'ente che si occupa delle case popolari); il dirigente comunale alla Protezione civile, Mauro Marcelli; l'ex vice sindaco e assessore comunale aullese all'urbanistica, Gildo Bertoncini; l'ex dirigente comunale all'urbanistica e ai lavori pubblici, Ivano Pepe (tra l'altro già indagato in un'inchiesta sui tre ponti che dovranno sostituire quelli crollati in Lunigiana il 25 ottobre 2011, fra i quali c'è quello di Stadano); l'ex sindaco di Bagnone, il geologo Piero Pierini.
Per loro le ipotesi di reato formulate dalla Procura di Massa Carrara sono omicidio colposo e disastro colposo, visto che il mostro di acqua e fango che invase Aulla soffocò le vite di due persone, Enrica Pavoletti e Claudio Pozzi, devastando le scuole elementari e medie, le case popolari di quartiere Matteotti, tutti i negozi di via Resistenza e non solo e trascinando via come fuscelli decine di persone (diverse delle quali salvatesi in extremis, anche grazie all'eroismo di molti) e centinaia di automobili.
Gianluca Uberti
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