Il dolore
«Abbassare il letto del fiume, idea da bar»
Legambiente polemica con il comitato Volontari del Magra sulle soluzioni per difendere Aulla
AULLA. Legambiente replica alle dichiarazioni del comitato “Volontari del Magra” in merito alle affermazioni relative allo stato del fiume e conseguenti «consigli di intervento».
Per Legambiente «è sconcertante annotare soluzioni da bar, giocando su un tema delicato e pericoloso come il rischio idrogeologico. È il caso delle dichiarazioni del “nuovo” comitato Volontari del Magra, che si lanciano in analisi per sfociare in soluzioni improvvisate di abbassamento del letto del fiume per scongiurare la costruzione dell’argine ad Aulla. E ora di smettere di illudere i cittadini con soluzioni illusorie: il letto del Magra, ad Aulla, dai dati pubblici di rilevamenti dell’Autorità di Bacino consultabili da chiunque, non si è alzato dal 1900, anzi è ancora leggermente “inciso”. Comunque non si possono improvvisare interventi di escavazione degli alvei, in quanto è risaputo che l’abbassamento degli alvei ha come conseguenza immediate erosioni a monte e a valle dell’intervento, rischiando di innescare processi di dissesto non controllabili nel bacino idrografico».
Sempre secondo Legambiente «le cause dell’alluvione sono state chiarite anche dai periti della Procura e sono la cementificazione dell’alveo. Nelle cause sta anche una parte della soluzione: occorre restituire spazio in larghezza all’alveo. Oltre a questo sono necessari un sistema di interventi diffusi e continuativi di “riduzione del rischio idraulico” sul territorio a monte. La gestione dell’assetto idrogeologico di un Bacino è complessa e va pianificata con dati tecnici e a livello di tutto il Bacino idrografico. Cosa che non ha voluto fare la Regione Toscana, che pensa di risolvere il problema degli aullesi con la limitata e anch’essa illusoria soluzione dell’argine lungo Magra (su questo concordiamo con il Comitato) e prova nel frattempo a chiudere in sordina la scomoda Autorità di Bacino, che invece gli studi e i piani li ha sempre fatti seriamente».
«Consigliamo ai Comitati - dichiara Matteo Tollini della segreteria di Legambiente Toscana - di convogliare le energie su obiettivi corretti e pretendere dagli Enti preposti soluzioni studiate e valide, rifiutando contentini per tranquillizzare i cittadini come l’argine di Aulla che, sia chiaro, non potrà mai dare la sicurezza totale e avrà costi di manutenzione altissimi. Tale argine infatti per funzionare dovrà vedere la continua escavazione dell’alveo. Chi pagherà i costi? In mancanza di manutenzione per problemi economici il rischio, paradossalmente, aumenterà?».
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