Il Tirreno

La rivolta delle carrozzerie meccaniche

Cna e Confartigianato sul piede di guerra contro la riforma dell’Rc Auto: colpirebbe almeno 50 imprese apuane

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CARRARA. Carrozzieri e meccanici apuani in rivolta contro la riforma dell'Rc auto. L'appuntamento, per le imprese associate a Cna e Confartigianato è per oggi 15 gennaio, a Roma, davanti al Centro Congressi Capranichetta in Piazza Montecitorio.

In piazza chiederanno la modifica delle disposizioni contenute nel decreto Destinazione Italia, entrato in vigore lo scorso 24 dicembre che include il Pacchetto Rc Auto «destinato, così come è stato concepito, – dicono le due associaizoni di categoria in una nota – a portare vantaggi solo alle imprese assicurative, senza tagliare le tariffe finali a discapito della categoria su cui ricadranno tutti i costi e gli oneri».

Al centro delle polemiche, c’è il meccanismo che di fatto reintroduce l'affidamento diretto della riparazione dopo un incidente stradale, a officine convenzionate.

Meccanismo, affermano Cna e Confartigianto che impedisce quindi all'automobilista di rivolgersi al proprio meccanico di fiducia.

« In questo modo si contraddice lo spirito del decreto, che dice di voler rafforzare le liberalizzazioni soprattutto a vantaggio del mondo delle piccole imprese. Così non è – spiegano Cna e Confartigianato che domani saranno a Roma - anzi si rischia di condannare migliaia di piccole imprese a una rapida morte, tralasciando il diritto del cittadino-consumatore di poter scegliere in piena libertà dove poter effettuare una riparazione».

Nella Provincia di Massa Carrara quello delle carrozzerie è un mondo formato per lo più da piccole aziende, fanno notare le due associazioni: 80 imprese e circa 600 addetti.

Secondo le due associazioni la riforma RC Auto avrà ripercussione su almeno una cinquantina di carrozzerie apuane indipendenti e su centinaia di addetti tra diretti ed indiretti.

«Gli unici ad avere benefici sono - spiegano - ancora una volta le assicurazioni le quali nonostante la crisi, hanno continuato a far lievitare il costo della Rc auto. Va bene il pagamento diretto all'officina da parte dell'assicurazione se serve a semplificare la catena, ma per il resto si tratta di misure - sottolineano Cna e Confartigianato - che ledono la libertà di scelta degli automobilisti, alterano la concorrenza del settore e minacciano la sopravvivenza di migliaia di imprese. Non solo. Secondo i carrozzieri, a rischio c'è anche la qualità della riparazione: le condizioni imposte dalle assicurazioni costringono le carrozzerie convenzionate a lavorare sotto costo e, di conseguenza, a velocizzare al massimo le riparazioni. E' veramente quello che il consumatore vuole? Noi non crediamo».

Nellla provincia apuana dove la crisi economica è martellante, anche questo problema contribuisce ad amplificare le difficoltà delle piccole imprese.Ecco perché Cna e Confartigianato locali si sono mobilitate, inserendosi nella protesta più generale che è in atto per questo problema in Italia.

Obiettivo della mobilitazione, spiegano le due associazioni, è quello di chiedere al Governo di stralciare dall'articolo 8 del Decreto i commi 1c ed 1e, sostituendo il comma 1c con una proposta avanzata unitariamente dalle Associazioni di categoria.

In sostanza una richiesta di modificare il decreto per non penalizzare la categoria delle autocarrozzerie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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