Sicurezza
La bomba d’acqua ingrossa il Frigido
In una scuola elementare i bimbi costretti a tornare a casa
MASSA. Una bomba d’acqua, come si dice in gergo, quando cade tanta pioggia in pochissimo tempo in un determinato punto. Sono bastati una manciata di minuti per mandare in tilt il traffico stradale e per ingrossare torrenti come il Frigido che da un po’ di giorni si avvicina sempre più ai limiti di sicurezza. Dalle cinque alle nove del mattino è stato panico vero, con le auto incolonnate nelle maggiori vie di scorrimento della città creando enormi problemi a chi si recava a scuola o al lavoro. A proposito di scuola alle elementari Guido Bresciani di via Pisa i bimbi non sono riusciti a entrare perché il cortile dell’istituto si è trasformato in una piscina e quindi le bidelle non hanno potuto aprire i cancelli. «Non è la prima volta che accade - spiega Luca L., papà di una bimba -, ogni volta che piove un po’ di più si presenta lo stesso problema. E la beffa è che la scuola poi resta all’asciutto perché si trova in una posizione più rialzata rispetto a via Pisa».
Mentre alla Bresciani tornavano a casa in altri istituti, dalle medie alle superiori, le operazioni di ingresso dei ragazzi sono state parecchio problematiche. Ma per fortuna nessun edificio ha subito dei danni all’interno.
I problemi seppur piccoli - almeno prima della frana in montagna che ha isolato le frazioni di Casette e Caglieglia - sono stati tanti. A partire dai numerosi rami che sono caduti e hanno costretto i vigili del fuoco a un lavoro supplementare. Piccoli smottamenti invece si sono registrati sul Candia. Anche qui i residenti si sono lamentati: «Continuamo a chiedere di abbattere i manufatti abusivi, ma non si muove nulla nonostante le promesse che sono state fatte dopo l’ultima alluvione».
Fortunatamente, nonostante lo spaventoso rovescio, nella tarda mattinata è spuntato un po’ di sole e quindi tutti i problemi che si erano presentati alla notte e all’alba sono stati via via risolti. Anche se al centralino dei pompieri sono arrivate chiamate anche nel primo pomeriggio per taverne e cantine sommerse da acqua e fango. In tutto sono stati eseguiti una decina di interventi di questo tipo, poi i proprietari hanno attivato le pompe idrovore e hanno cominciato a ripulire.
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