Sicurezza
Crollo di via Carriona, chiesti 900mila euro
Nel procedimento in sede civile i legali degli inquilini della palazzina distrutta sono pronti per andare a sentenza, il giudice Provenzano si è riservato
CARRARA. Crollo di via Carriona, in sede civile il processo si avvia alla conclusione.
Questo l’auspicio dei legali Gianluca Cavagnaro e Giovanni Piccoli, che rappresentanto una decina di persone, gli otto inquilini e due proprietari dei fondi della palazzina crollata il 2 novembre del 2010.
Per gli avvocati, come hanno riferito ieri in udienza: «La causa è matura per arrivare a sentenza perché - spiegano - sono passati più di tre anni e i nostri assistiti rimangono senza casa».
Il giudice Domenico Provenzano nell’udienza in tribunale a Massa ha preso atto della richiesta degli avvocati degli inquilini e dell’opposizione avanzata dai legali delle società che si sono occupate dei lavori lungo il Carrione (Coestra e Abc) e del Comune.
Quindi si è riservato: nei prossimi giorni emetterà il suo provvedimento: potrebbe definire il processo oppure accogliere le istanze di nuove perizie presentate dalle controparti.
Insomma potrebbe davvero essere vicina al termine, e chiudersi dopo due anni e mezzo, la questione civilistica legata al crollo della palazzina di via Carriona.
Quel procedimento in cui, dopo l’accertamento tecnico preventivo, avrebbe già stabilito l’entità del risarcimento dei danni materiali subiti dai residenti di via Carriona: circa 900mila euro. Somma a cui andrebbero aggiunti i danni morali, tutto ilo disagio e lo stress che ha comportato per gli abitanti della palazzina vedere andare completamente distrutta le proprie abitazioni.
Una svolta nel procedimento civile che corre parallelo, e del tutto indipendente, dal procedimento penale che invece, lo ricordiamo, non è ancora entrato nel vivo: la prima udienza presso il tribunale di Massa (davanti al giudice Fabrizio Garofalo) si è aperta con un rinvio al prossimo 24 febbraio.
La causa civile - come hanno messo in evidenza i legali rappresentanti degli inquilini che si sono costituiti - è stata promosso non nei confronti di persone fisiche, ma delle società interessate ai lavori lungo il Carrione e del Comune. Gli inquilini non si sono costituiti parte civile nel processo penale e quindi il giudizio - spiega l’avvocato Cavagnaro - va avanti per proprio conto. In sostanza il processo in sede civile è stato avviato per ottenere il risarcimento dei danni in ragione del crollo della casa in via Carriona, ed è del tutto indipendente del procedimento penale in corso.
E gli avvocati mettono ben in chiaro una cosa e cioè che le eventuali decisioni del giudice penale non avranno alcun riflessione su quelle del giudice del procedimento civile. E, soprattutto, sul risarcimento danni.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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