Il dolore
Cittadini sulle barricate contro la Costa
Venerdì sera l’incontro per fare il punto sulla situazione dopo la compatibilità ambientale dichiarata dalla Provincia
ALBIANO MAGRA. Una guerra a base di carte bollate in corso da anni e che ora vede prevalere, nell'ennesima battaglia, la ditta Costa che lavora rifiuti da quasi 20 anni. Infatti la Provincia di Massa Carrara, con determinazione n. 4343 del 10 dicembre scorso, «a conclusione dell’azionato procedimento di Valutazione di impatto ambientale, la Via, ha dichiarato - scrive l'avvocato Daniele Granara, il quale tutela alcuni cittadini albianesi nella vicenda - la non compatibilità ambientale di una serie di rifiuti, ma, nel complesso, ha ammesso la compatibiltà ambientale dell'impianto, subordinando la pronuncia positiva a una serie di prescrizioni contenute nel rapporto tecnico-istruttorio».
Una pronuncia che vanifica lo storico successo che era stato ottenuto di fronte al Tar a fine luglio 2012 dal gruppo di cittadini che, tutelati dallo stesso Granara, avevano visto riconosciuto il principio più volte sostenuto e cioé che è necessaria una Via complessiva e non su lotti distinti dell'impianto.
I cittadini avevano vinto su questo, ma ora la Provincia ha sancito che l'impianto della ditta Costa è ambientalmente compatibile. Inevitabile la reazione dei residenti, i quali si sono dati appuntamento a venerdì sera alle 20,30 nella sede della Croce rossa italiana: in quella occasione, alla presenza di Granara, sarà fatto il punto della situazione sulle controversie in atto e in prospettiva futura nei confronti dell'impresa Costa Mauro sas e della Provincia di Massa Carrara. Infatti, Granara sottolinea che contro la determinazione n. 4343 del 10 dicembre scorso del dirigente del settore ambiente ed energia della Provincia, nella parte in cui è stata pronunciata la compatibilità ambientale della ditta Costa, è possibile proporre ricorso di fronte al Tar della Toscana.
Un ricorso che andrebbe ad aggiungersi a un altro, pendente di fronte al Tar, a un appello di fronte al Consiglio di Stato e un appello/ricorso contro una sentenza del Tar. Un ingorgo di pratiche legali che fa comprendere meglio di fiumi di parole quanto ormai sia difficile la convivenza fra la comunità di Albiano Magra e la ditta guidata dall'imprenditore spezzino Mauro Costa, i cui impianti sono sorti e cresciuti in mezzo alle case, con relative proteste degli abitanti, come accaduto nell'estate torrida del 2009.
Ricordiamo i nomi degli albianesi che avevano presentato il ricorso per fare sì che la Valutazione di impatto ambientale fosse effettuata sull'impianto nel suo complesso: Fabrizio Tonelli, Silvana Bellani, Rita Peroni, Renato Zavani, Maria Rosa Rosini, Fabrizio Bianchi, Maffalda Folloni, Umberto Pieri, Andrea Pieri, Gianfranco Plicanti, Angelo Moretti, Barbara Peroni, Luciana Venturini, Gloria Bellani, Eolo Dagnino, Bruno Benetti, Dora Arfanotti, Emilio Moretti, Gianni Pacini, Emiliano Bocchia, Daniele Moretti, Franco Nosei, Elena Peroni.
Il ricorso era contro la Provincia di Massa-Carrara, l’Arpat, i Comuni di Santo Stefano Magra e di Aulla, l’Autorità di bacino del fiume Magra interregionale (sede di Sarzana) e, ovviamente, nei confronti della ditta Impresa Costa Mauro sas.
Gianluca Uberti
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