La manifestazione
«Tagli al servizio 118, la resa dei sindaci»
Renzo Martelloni (Forza Italia) spara a zero contro Varese, Leri, Valenti, Manenti e l’ex Simoncini
LICCIANA NARDI. «Tolto l’infermiere al 118: i sindaci cosa fanno?» Lo chiede il consigliere comunale di opposizione, Renzo Martelloni che aggiunge: «Ancora una volta, come già accaduto sia per il punto di nascita di Pontremoli, per il ridimensionamento degli ospedali di Pontremoli e di Fivizzano, per la Guardia medica, ora anche l’infermiere notturno del Pet (118) di Aulla è stato eliminato. Il direttore generale dell’Asl di Massa Carrara, Maria Teresa De Lauretis, infatti ha agito nuovamente a suo piacimento, agevolata dall’impotenza dei sindaci della Lunigiana. Questa peserà moltissimo negli anni a venire sulla vita dei cittadini».
Il consigliere di Forza Italia poi afferma che quello che sta avvenendo in Lunigiana ha dell’incredibile. «È legittimo chiedersi di chi sia la colpa di questa vergogna. Il comportamento dei sindaci di Aulla, Simoncini, di Podenzana, Varese, di Tresana, Valenti, di Comano, Leri e di Licciana, Manenti, è gravissimo! A parte qualche pittoresco proclama, come incatenarsi, o annunci sulla stampa, come a esempio quello “Faremmo fronte unico per salvare il 118 di Aulla! Noi rappresentiamo i cittadini e siamo disposti a rinunciare alla fascia da sindaco!” e poi quello di Ricardo Varese che aveva proposto di sfiduciare il presidente della Regione Toscana e ancora meglio il sindaco di Licciana, Enzo Manenti e il suo assessore Maurizio Barbieri, i quali avevano affermato che pur non essendosi opposti al ridimensionamento già fatto, sarebbero stati contrari al taglio dell’infermiere di notte al 118 di Aulla e si sarebbero battuti fino in fondo per la Lunigiana! La Lunigiana non deve essere sempre nel mirino dei tagli dell’Asl! Parole. La coerenza, purtroppo sembra ormai essere, per alcuni, una chimera. I sindaci hanno assistito in silenzio al taglio dell’infermiere di notte del Punto di emergenza territoriale, non hanno alzato nessuna voce di protesta nè di indignazione! Con il loro comportamento hanno scelto di far indebolire il territorio in cui vivono e che amministrano, senza lottare sul serio, rinnegando se stessi, e chiudendosi in un silenzio imbarazzante e squalificante per la nostra terra e per il nostro Comune e per tutti i cittadini della Lunigiana. Ero convinto, e ne sono ancor più convinto tutt’ora, che un’azione di protesta forte e concreta (non solo annunci) da parte dei sindaci, poteva far riflettere la Regione e convincere la dirigente dell’Asl 1 a prendere decisioni diverse».(f.p.)
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