Sicurezza
San Pio, nessun accordo Il degrado non si ferma
MASSA. Nessun accordo in vista entro breve tempo per la vecchia chiesa di San Pio X. Almeno fino a settembre, quando è prevista l’udienza in tribunale per derimere la disputa tra curia e eredi del...
MASSA. Nessun accordo in vista entro breve tempo per la vecchia chiesa di San Pio X. Almeno fino a settembre, quando è prevista l’udienza in tribunale per derimere la disputa tra curia e eredi del proprietario del terreno. Questo vuol dire che le scritte sui muri del vecchio edificio sconsacrato decine di anni resteranno lì. Anche se fanno male, così come fa male vedere la statua in gesso di San Pio che si trova ancora sulla facciata, scolpita dalle sapienti mani di Riccardo Rossi, e abbandonata a se stessa.
La chiesa fino a che non si trova un accordo per chiudere la questione - un punto di intesa ci sarebbe - resterà in balia dei vandali che, armati di bombolette, scrivono di tutto su quei muri. Perfino le bestemmie.
La vicenda ormai si trascina da decenni. Don Domenico Della Bianchina aveva donato il terreno attorno alla chiesa di San Pio X alla parrocchia, dove sorge la vecchia chiesetta che veniva utilizzata come oratorio. Più di venti anni fa. Aveva imposto una sola condizione: doveva essere utilizzato per scopi religiosi. Punto e basta. Nessun problema fino al 2004, quando alla curia apuana venne fatta un’offerta per quell’area. Affare che nel frattempo è saltato, ma che ha trasformato tutto in una causa civile che va avanti dal 2005. E che non è ancora terminata. Da una parte la chiesa - rappresentata dall’avvocato Elisabetta Galeazzi - che chiede al giudice di ottenere quel terreno perché ne ha usufruito per più di venti anni e quindi lo ha usocapito; dall’altra gli eredi di don Domenico - il nipote Giuseppe Grassi, rappresentato dall’avvocato Dino Del Giudice - che invece vogliono che quel terreno resti a titolo di donazione e soprattutto che venga utilizzato per scopi religiosi. Ovvero: non venga messo in vendita né ora né mai. Per risolvere il caso si era mosso perfino il Vaticano, chiedendo di trovare un’intesa extra tribunale. Monsignor Tarcisio Bertone, quando era segretario di Stato, aveva scritto a Del Giudice dandogli ragione, ma la curia non aveva accettato quel parere troppo romano. Intanto la chiesa cade a pezzi e sembra un capannone da rave party.
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