Gioco
Mini Imu, Mulazzo e Tresana dicono no
Fanno parte dei Comuni lunigianesi in cui è stata alzata l’aliquota ma non chiederanno la differenza ai cittadini
TRESANA. Mentre tantissimi italiani si apprestano a pagare la mini Imu, ossia l’appendice della tassa sulla prima casa dello scorso anno a cui sono chiamati i proprietari di un immobile in uno dei 2398 Comuni in cui l’aliquota è stata alzata rispetto a quella del 4 per mille, nei sette Comuni lunigianesi rientranti in questo caso si registrano situazioni differenti, ma con un denominatore unico: il disappunto degli amministratori, tutti alle prese con continue tasse, spesso non chiare.
Da registrare che il balzello oscillerà dai 12 euro in su (quota sotto la quale c’è l’esenzione del pagamento), arrivando mediamente a 40-50 euro, a seconda dei casi. A Tresana e Mulazzo, tanto per cominciare, i sindaci hanno ritenuto di non far gravare sui cittadini la maggiorazione dell’aliquota imposta dal Governo, il cui 60% è a carico dei Comuni e il restante 40% gravante sui contribuenti.
Tresana - Una nota della giunta Valenti precisa: «A Tresana si era applicata l’aliquota sulla prima casa del 5%, ridotta al 4,5% nel 2013. Quindi si è trattato di una diminuzione e non di un aumento come asseriscono i consiglieri di Forza Italia. Non c’è stata nessuna retromarcia da parte di questa amministrazione comunale perchè ad aprile non si potevano conoscere le intenzioni del nuovo Governo che non si era ancora insediato relativamente all’Imu sulla prima casa.
Appena pubblicato il Decreto Legge n. 133 del 30 novembre 2013 che stabiliva che il 40% del 0,5% sopra la soglia dell’aliquota del 4% non sarebbe stato “abbuonato” dallo Stato ai contribuenti, questa amministrazione, senza troppi clamori, ha provveduto a deliberare e informare i tresanesi che la differenza da versare allo Stato l’avrebbe garantita il Comune».
Mulazzo - Il sindaco Claudio Novoa: «Un provvedimento vergognoso, questo, da parte del Governo. Il Comune ha perciò stabilito di compiere un atto di sensibilità, di fatto non facendo pagare questo balzello ai suoi cittadini».
Aulla - Nel Comune commissariato dopo l’azzeramento della giunta avvenuto a fine ottobre, la mini Imu si pagherà. L’aliquota aullese è 4.8 per mille e quindi la maggiorazione si attesta allo 0.8.
Fivizzano - Il sindaco Grassi parla chiaro: «Impossibile non far pagare questa tassa, il Comune non ha risorse e non può certo fare buchi di bilancio». L’aliquota è del 4.9 per mille e quindi la maggiorazione è 0.9.
Fosdinovo - Il sindaco Massimo Dadà: «Cose che fanno imbestialire i contribuenti e noi che dobbiamo farli pagare. Poca chiarezza, ma bisogna mettere mano al portafoglio». L’aliquota è 5 per mille e quindi la maggiorazione è l’uno per mille.
Pontremoli - L’assessore Manuel Buttini: «Meglio sarebbe pagare una volta per tutte e non vessare continuamente i cittadini così costretti a ricorrere ancora al commercialista. Comunque le condizioni del Comune sono tali da non poter esimersi dal non far pagare la mini Imu». L’aliquota è del 4.6 per mille e la maggiorazione è 0.6.
Villafranca - Il sindaco Pietro Cerutti: «Dovrebbero decidersi a fare più chiarezza dato l’altalena dei pagamenti non aiuta certo a raccogliere favori. Purtroppo Villafranca non può sottrarsi a questo balzello, pur avendo mantenuto l’aliquota del 2012 che è 4.8 per mille». Maggiorazione dunque di 0.8.
Fabrizio Palagi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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