Sicurezza
Attacco alla movida: «Quei locali soltanto per bere e incassare»
Dibattito a più voci sul disagio giovanile e sulla violenza Ma i ragazzi di Casa rossa contestano: periferie dimenticate
MASSA. Dialogo e famiglia. Sono il manifesto della giornata organizzata da Massa Lab, alla Casa delle culture dopo il doppio omicidio di Natale che ha scosso tutta la città. Due parole che si legano insieme e ne determinano una terza: educazione. E nella riunione che ha visto confrontarsi ragazzi e adulti, associazioni e semplici cittadini, forse è stato proprio questo il filo che è riuscito a legare tutte le posizioni: la necessità di favorire il dialogo partendo dalla famiglia, il primo luogo dove formare i ragazzi al rispetto verso gli altri ed educarli alla vita.
«Non esiste – dice Tatiana Vaccarezza – un “problema giovanile”, i problemi i giovani li subiscono. Parlo da genitore, è il nostro comportamento a determinare l’educazione dei nostri figli, i quali non fanno altro che imitarci. L’educazione, molto spesso è trasmessa da ciò che noi facciamo. È l'odio quotidiano che noi spesso insegniamo che può provocare tragedie come quelle di pochi giorni fa».
Ma l’educazione è un tema complesso, impossibile da circoscrivere tra le mura di casa. «In vent’anni di lavoro nei locali – spiega Stefano Rossi, ex titolare del Tago Mago – ho sempre cercato di creare una dimensione culturale mentre oggi vedo un decadimento di tutta la parte che riguarda l’aggregazione che si è spostata su aspetti e valori negativi. Il problema è come sono gestiti i locali del centro, molti sono locali nati per bere, per spendere poco e guadagnare». Quindi dopo la famiglia, il percorso deve necessariamente continuare, nella scuola, nella società, nei rapporti quotidiani, e già la voglia di partecipare e di confrontarsi è il chiaro segnale di chi vuole un cambiamento. Anche il titolo dell’iniziativa lo dice: i tempi stanno cambiando. Ma cosa è stata la giornata di sabato? Una manifestazione? La nascita di un movimento? Un semplice incontro? Forse è stata un po’ tutto questo, sicuramente è l'inizio di un percorso condiviso da molte persone e dalla stessa amministrazione. «Stiamo cercando di portare avanti la creazione di un tavolo con le categorie per la sottoscrizione del patto per la notte – spiega l'assessore alle Attività produttive Gabriele Carioli – l’idea, da realizzare con tutti i commercianti del centro città, è di creare un accordo su aspetti quali orari e modalità di somministrazione delle attività. Per quel che riguarda il disagio, penso sia necessario riappropriarci delle pratiche del confronto e del dialogo, in questo senso stiamo cercando di creare un gruppo di lavoro fatto con associazioni, professionisti, cittadini, per monitorare i fenomeni di disagio in città e capire le problematiche giovanili».
Chi invece sembra non voler partecipare – né condividere – il percorso attivato da Massa Lab e dal Comune sono i ragazzi del centro sociale Casa Rossa Occupata. «I tempi sono già cambiati – spiegano i rappresentanti che hanno detto no all’invito all'iniziativa di sabato – l'attuale amministrazione ha tentato fin dalla sua nascita di presentarsi come innovativa, dietro questa patina luccicante si nasconde però una totale mancanza di attenzione verso le zone periferiche, noncuranza verso il disagio sociale. Noi sabato abbiamo inaugurato lo sportello di lotta per la casa, questa è la vera risposta che intendiamo dare per affrontare le difficoltà sociali e culturali della nostra città».
Alessio Profetti
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