Attenzione
Sorpresa: il consigliere Scattina è anche un bravo pittore
CARRARA. Un pomeriggio qualunque, poco prima di Natale, ti trovi a visitare una bella mostra collettiva e mentre ammiri alcuni quadri trovi una firma che non ti è nuova: quella di Giuseppe Scattina,...
CARRARA. Un pomeriggio qualunque, poco prima di Natale, ti trovi a visitare una bella mostra collettiva e mentre ammiri alcuni quadri trovi una firma che non ti è nuova: quella di Giuseppe Scattina, consigliere comunale della Federazione della sinistra e medico di famiglia.
Quando te lo trovi alle spalle e manifesti tutto il tuo stupore di fronte alle sue mirabili tele, lui timidamente si schermisce: «Sì, mi piace dipingere», afferma schivo.
E osservando il suo lavoro ritrovi quella stessa dolcezza dei tratti e dei soggetti che si riflettono pienamente nel suo lavoro di politico attento, scrupoloso, mai arrogante ma nello stesso tempo coraggioso e fermo nelle sue posizioni, spesso in grado di dissentire dalle scelte della maggioranza, mai scontato.
E così sono le sue tele, che siano commoventi ritratti di amici e famigliari, come quello della figlia con la testa riccia e sbarazzina poggiata su un libro aperto, o marine, pescherecci, scorci di chiese o, ancora, ricordi dei suoi ripetuti viaggi in Marocco, dove ha saputo cogliere l'essenza delle povere realtà rurali.
Così lo descrive l'amico di gioventù Vito Tongiani, noto artista massese: “Militavamo a quel tempo, (nel 1968) in un comitato che si occupava di far conoscere, attraverso documentazione originale, le idee e le lotte dei movimenti di liberazione nazionale dei paesi del terzo mondo. Già da allora, Scattina, pur essendo giovanissimo, si assumeva i compiti più impegnativi che necessitavano ordine e puntualità. Era metodico in quello che faceva e lo faceva bene, ci si poteva contare: oggi fa il medico e devo dire che svolge il suo lavoro con la stessa coscienza di quando era ragazzo. A portarlo verso la pittura - conclude l'amico Tongiani - la sua indole giovanile, un misto di entusiasmo, curiosità e un'innata generosità, che hanno fatto sì che facesse in poco tempo dei significativi progressi».
Grande osservatore, attento agli altri, così lo descrive lo scultore ceco Ivan Theimer: «Questa rara qualità umana gli permette”, sottolinea ancora Theimer, “insieme alla sua indubbia competenza in ambito scientifico, di essere un bravissimo medico. Ritrovo nella sua pittura la passione, l’esigenza e tutta l’umanità che ho avuto modo di apprezzare come suo paziente». (b.m.)
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