La manifestazione
Più precise le cartelle Tarsu a Bagnone
Ma l’opposizione ribatte: non ancora restituiti ai cittadini i soldi del disservizio dell’Aimeri
BAGNONE. Mentre in altri Comuni si sta creando grande bagarre intorno agli accertamenti Tarsu, a Bagnone si registra un clima molto più disteso. Questo obiettivo è stato raggiunto grazie al lavoro interno che gli uffici comunali hanno effettuato. Mediante la collaborazione con la software house che gestisce i programmi gestionali del Comune, centrato l’obiettivo di integrare i dati già presenti nel catasto con quelli a registro, formando in questo modo un database aderente alla realtà, in modo da non creare squilibri degli importi.
«Grazie all’applicazione di questa metodologia – spiega il sindaco Gianfranco Lazzeroni – e all’impiego di figure professionali interne al municipio, si è riusciti a creare un rapporto migliore tra cittadini e istituzione. Nel caso di dubbio circa le cifre, il contribuente trova chi sa fornire risposte alle sue domande. Gli impiegati che hanno seguito queste pratiche hanno messo in campo la specializzazione in ambito finanziario, contribuendo a creare uno strumento a supporto dei cittadini. Stiamo inoltre studiando la possibilità di creare un ufficio tributi in gestione associata con l’Unione dei Comuni, che aiuti i cittadini qualora sorgessero dei dubbi in materia di tasse. Vedremo se questo progetto potrà entrare in fase sperimentale».
Ma c’è un’altra sfida che Lazzeroni è pronto a cogliere e che spera porti a risultati positivi «con l’anno in corso – prosegue il primo cittadino – si avvia un nuovo programma per la raccolta differenziata. I vari materiali verranno conferiti in giorni differenti, in maniera tale da dare un input a questa tipologia di raccolta. Diverrà sicuramente un vantaggio sia per la ditta, che potrà risparmiare su conferimento, che per il cittadino che vedrà diminuire la sua bolletta. L’obiettivo è quello di arrivare al 70% di differenziata».
All’interno di tutta questa positività si inserisce la polemica dell’opposizione. «Ricordiamo – affermano in una nota congiunta Alberto Santini e Letizia Leviti – che a oggi non sono stati restituiti ai cittadini i soldi non versati a causa del disservizio Aimeri. Ricordiamo che il cittadino non può pagare più del costo del servizio. Si poteva stornare l’importo da quelli attuali. Non si capisce perché l’Unione dei Comuni non si sia accorta del mancato pagamento. Bisogna poi sottolineare la cifra esosa che il Comune paga alla ditta che esegue lo spazzamento del borgo, 60mila euro all’anno per un singolo dipendente. Crediamo sia opportuno internalizzare nuovamente il servizio, con costi sicuramente più bassi rispetto agli attuali». (c.bo.)
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