Il Tirreno

Idea, steward per controllare la movida

Idea, steward per controllare la movida

Va avanti il Patto per la notte, incontro tra commercianti e amministrazione. Resta la chiusura alle 2

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MASSA. Da una parte la voglia di divertirsi, il business della “movida”, l’offerta di luoghi di intrattenimento e socialità. Dall’altra il diritto alla quiete, la necessità di tutelare il decoro della città e di garantire la sicurezza. Esigenze contrapposte ma che “devono” in qualche misura conciliarsi. Nasce così anche in città il percorso del Patto per la notte. Come in città molto più vive, come Bologna o Firenze ma anche come Marina di Carrara, anche Massa – nel cui centro si assiste a un’intensa vita serale e notturna – prova, dunque, a trovare la quadra fra bisogni diversi della collettività. Nei giorni scorsi i rappresentanti di Confcommercio e Confesercenti hanno incontrato il sindaco Alessandro Volpi ne l’assessore alle Attività produttive Gabriele Carioli per fare il punto su questo Patto della notte. Incontro interlocutorio, servitop tuttavia ad abbozzare alcune proposte. Una riguarda l’impiego di steward (pagati dalle attività commerciali), cioè di una security che vigili nella zona fra via Dante e piazza Mercurio per evitare eccessi e danneggiamenti. L’amministrazione, dal canto suo è pronta a rafforzare i turni notturni della polizia municpale, almeno durante i weekend. Resta inoltre in vigore l’ordinanza del sindaco che fissa alle 2 il limite di chiusura dei locali. «Aldilà di questo provvedimento, legato a motivi di ordine pubblico – dice però in proposito l’assessore Carioli – non ci sono strumenti normativi chiari per regolare questa materia. Dunque, puntiamo a un patto “tra gentiluomini” che impegni tutti i soggetti coinvolti alla moderazione e al rispetto dei diritti di tutti. In questo senso c’è piena adesione da parte delle categorie che rappresentano i commercianti».

La discussione, comunque, va avanti. Nei locali la somministrazione di bevande alcoliche è consentita fino all’orario di chiusura, anche nei dehors (i tavoli all’aperto), alcuni dei quali sarebbero però non in regola, cioè non autorizzati dall’amministrazione. E questo è un tema che andrà approfondito. Per quanto riguarda il volume della musica diffusa nella notte, ci sono regole severe, legate al piano acustico della città che fissa i livelli di emissioni sonore consentite nelle varie zone. Ma il problema è il rispetto di esse.

C’è poi un problema più generale di ordine pubblico: le forse dell’ordine, lo ha riferito il sindaco durante l’incontro, hanno nelle ore notturne pochissime pattuglie a disposizione e molti luoghi “caldi” da controllare. La proposta che sta prendendo corpo è comunque quella di poter disporre di agenti a piedi nella zona della movida come deterrente contro schiamazzi, vandalismi e violenze.

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