Il Tirreno

Dalle spiagge alle centrali a biomasse

Dalle spiagge alle centrali a biomasse

La proposta del ministro Orlando dopo un sopralluogo sull’arenile di Marinella: qui sarà avviato un progetto pilota

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SARZANA. Le abbondanti piogge che negli ultimi anni stanno flagellando il tratto di territorio a cavallo tra Liguria e Toscana, con il contributo del fiume Magra, hanno sempre lasciato in eredità spiagge ricolme di legname, plastica, gomme, ecc.; Chi, dopo le piogge autunnali arriva lungo l’arenile di Marinella e Fiumaretta e nelle vicine Marina di Carrara e Massa, ha davanti a sé sempre il solito, brutto, spettacolo fatto di tronchi e rami d’albero, legame e materiale vario che invade e, addirittura, nasconde la spiaggia.

Certo il problema parte a monte ed è legato sia alla manutenzione dei boschi che a quella dei corsi d’acqua. In ogni caso l’evidenza arriva prepotente dalle spiagge. Oltre alla degradante visuale ciò comporta anche costi a carico delle amministrazioni che sono chiamate a ripulire (per Sarzana diverse migliaia di euro di spesa, «in alcuni Comuni - come ha spiegato il ministro Andrea Orlando - la spesa è stata anche di centinaia di migliaia di euro».

Il ministro dell’Ambiente, lo spezzino Andrea Orlando, aveva già ben chiaro questo problema conoscendo il territorio e, dopo il sopralluogo di ieri mattina, lo ha ancora meglio presente. Così, partendo da una esigenza reale e sentita, in particolare negli ultimi anni, in accordo con il Centro nazionale di ricerca delle biomasse, sta mettendo a punto un progetto per il «recupero e la valorizzazione energetica di biomasse legnose», cioè come trasformare il legname che arriva sulle spiagge dopo le mareggiate in energia o in materiale utile in edilizia.

«Questo territorio è tra quelli più problematici per l’accumulo di biomasse legnose sulla spiaggia – ha detto il ministro Orlando alla presentazione del progetto nella sala consiliare di Sarzana, in compagnia del sindaco Alessio Cavarra, dell’assessore all’ambiente, Massimo Baudone e del prof. Franco Cotana, direttore del Centro nazionale di ricerca sulle biomasse - abbiamo voluto trovare in poco tempo una soluzione che possa far tramutare questo problema in una risorsa, da questo legname recuperate è possibile produrre energia e materiali e far risparmiare le amministrazioni comunali. Questo progetto che parte da Sarzana è un progetto pilota che può diventare utile per tutto il litorale italiano».

A breve partirà un bando a costo zero che darà la possibilità alle aziende del settore di recuperare il materiale legnoso, che non è considerato un rifiuto, attraverso un accumulo e successiva tritatura meccanica da cui ne deriva un cippato che può essere poi trasportato a un centro di stoccaggio o direttamente a un impianto caldaia per uso civile domestico o industriale. Il cippato di legna, infatti è un combustibile rinnovabile che sostituisce i combustibili fossili come gasolio, Gpl o metano e può essere utilizzato negli impianti appositi di riscaldamento e climatizzazione sia domestici che industriali. Può essere impiegato, dopo la mineralizzazione, una tecnica di fossilizzazione artificiale, anche in edilizia, come coperture, cappotti termici e pannelli.

«Tutto in tempi brevi – ha detto il ministro - perché di questi tempi si registra la più alta concentrazione di legname sulle spiagge».

Federico Ricci

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