Sicurezza
Cene e assunzioni in cambio di favori
La “mala gestio” della società dei rifiuti nella ricostruzione della procura: ci sono anche brevetti truffa e sponsorizzazioni
MASSA. Il quadro ricostruito dagli inquirenti nell’indagine sulla “mala gestio” del Cermec e della costruzione dell’impianto ErreErre (mai entrato in funzione, al centro di un fallimento e di un incendio ancora misterioso che lo ha gravemente danneggiato) è sconcertante: un quadro complesso di corruttela e attività truffaldine che coinvolge ex politici, tecnici, amministratori di società pubbliche, imprenditori. Per alcuni di loro il coinvolgimento appare parecchio pesante, per altri più marginale.
La storia è quella di ErreErre, impianto che doveva trasformare i rifiuti del Cermec in combustibile (cdr). La società, 51% del Cermec - e quindi dei Comuni di Massa e Carrara e della Provincia che controllano Cermec - e 49% della Delca Srl di Domenico Del Carlo, nasce - secondo gli inquirenti - in violazione delle norme che impongono, in questi casi, una gara di evidenza pubblica. Il socio Delca viene, invece, scelto da Roberto Vaira, prima presidente (2001-2005), poi direttore generale di Cermec e da Luciano Bertoneri, presidente di Cermec dal 2005 al 2010, con una trattativa privata. Ebbene, su questa operazione si innestano - è la ricostruzione dei pm Soffio e Manotti - illeciti a catena. Tra cui la corruzione: Delca, in cambio di favori, utilità e agevolazioni indebite per ottenere finanziamenti e autorizzazioni, paga a più non posso. Vaira, ad esempio, è accusato (fra l'altro) di corruzione aggravata per avere fatto in modo che Delca acquistasse dalla società Mac-Import i macchinari per la costruzione dell'impianto di Cdr. In cambio dell'assunzione del figlio (per sei mesi) in Delca e di una sponsorizzazione - pagata da Delca - per la Carrarese Calcio di 14.400 euro.
Luciano Bertoneri, a sua volta, avrebbe ricevuto da Delca soldi per sponsorizzare la Massese - 9mila euro in due tranche - e la somma complessiva di 16.500 euro per cene, pieni di benzina, acquisto di generi alimentari, talvolta giustificati con documentazione falsa. Domenico Del Carlo, ad di Delca; Augusto Cardinotti, componente del cda di ErreErre e gli stessi Vaira e Bertoneri avrebbero ingannato la Regione (che erogò finanziamenti a fondo perduto per la costruzione dell'impianto) presentando un "innovativo e originale" brevetto americano che in realtà, secondo la procura, era un assemblaggio di componenti reperibili da chiunque e di valore economico pari a zero. Con questo "trucco" e con un altro: la esclusione dal contratto "chiavi in mano" con Delca della duplicazione della linea di trattamento di rifiuti, avrebbero procurato a Delca un ingiusto profitto di 12,2 milioni, (la differenza tra i costi per l'impianto previsti nel 2003 i costi finali, sui 23 milioni).
Non solo. Del Carlo, Bertoneri e Vaira sono indagati per avere "dimenticato" di denunciare che l'impianto ErreErre stava nascendo su una discarica di rifiuti non bonificata. E, sempre a proposito di bonifiche, Carlo Righini, Renato Biagioni, Angelo Zucca di Arpat e di Emilio Tassoni, capo divisione "bonifiche" al ministero dell'Ambiente sono indagati per il falso. Avrebbero cioè concordato una relazione sullo stato ambientale dei luoghi favorevole a Cermec, consentendo a ErreErre di accedere ai finanziamenti a fondo perduto. E, ancora, le pressioni che Michele Del Freo avrebbe fatto sui funzionari Arpat per avere analisi favorevoli, ottenendo in cambio da Del Carlo 100mila euro per la ristrutturazione di una palazzina.
Claudio Figaia
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