Sicurezza
Cari sindaci pensate all’ambiente: basta cemento
MASSA. Salvaguardare le aziende agricole nelle aree urbane: Coldiretti (www.massacarrara.coldiretti.it) chiede che i piani urbanistici dei comuni apuo-lunigianesi tengano conto dell'agricoltura e del...
MASSA. Salvaguardare le aziende agricole nelle aree urbane: Coldiretti (www.massacarrara.coldiretti.it) chiede che i piani urbanistici dei comuni apuo-lunigianesi tengano conto dell'agricoltura e del mondo delle imprese agricole, ma soprattutto, con la coscienza che «la cementificazione ha contribuito, insieme alla cattiva manutenzione della rete idrica, ai disastri ambientali degli ultimi anni» è il punto di vista di Coldiretti.
In dieci anni, a cavallo tra i due censimenti agricoli (2000 e 2010), la superficie agricola totale si è ridotta del 47% passando da 50mila ettari a poco meno di 26mila mentre quella utilizzata, e quindi quella coltivata e produttiva, addirittura del 48% (fonte Istat).
«La presenza dell'agricoltura deve essere tutelata anche all'interno del piano urbanistico comunale - dicono da Coldiretti - Vogliamo un confronto con le amministrazioni comunali e un dialogo con i consiglieri comunali perché l'obiettivo è garantire la produttività di un'economia che è molto importante per migliaia di famiglie».
Non è solo una questione di reddito: «Fermare l'urbanizzazione selvaggia è una scelta obbligata per chi vuole assicurare un futuro al territorio in cui vive»
Coldiretti che ha seguito con molta attenzione il percorso della legge 1/2005 sull'urbanistica approvata dalla giunta regionale ed inviata ora all'esame del consiglio preme perché le indicazioni contenute della proposta di legge, una volta approvate, costituiscano un punto di partenza e non siano stravolte. «Abbiamo seguito e condiviso il percorso di una riforma che premia e salvaguarda la presenza dell'agricoltura promuovendo il ruolo multifunzionale del territorio rurale; - spiega ancora Coldiretti - è una riforma buona ma che può nascondere, una volta calata sul territorio, delle insidie. Dobbiamo confrontarci».
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