Il dolore
Biblioteca, Comitato deluso: ricordatevi il lascito Finelli...
CARRARA. «Ecco il destino della biblioteca di Avenza: dopo dichiarazioni più propagandistiche che rassicuranti, la montagna ha partorito il topolino, anzi la pulce. Il promesso rafforzamento dell'orar...
CARRARA. «Ecco il destino della biblioteca di Avenza: dopo dichiarazioni più propagandistiche che rassicuranti, la montagna ha partorito il topolino, anzi la pulce. Il promesso rafforzamento dell'orario si traduce in due pomeriggi in più e solo come sala di lettura: il declassamento della biblioteca è confermato»: lo sottolinea, con amarezza, il Comitato per la biblioteca di Avenza.
«Oltretutto con l'umiliazione - si aggiunge nel documento - di sentirsi rinfacciare, la minore affluenza rispetto alle altre biblioteche che però sono aperte dall'alba al tramonto con assistenza bibliotecaria, prestito, internet.
«Non c'è niente di più ingiusto che fare parti uguali fra diseguali, diceva Don Milani, figuriamoci a far parti diseguali tra diseguali. Avenza, non ha nient'altro che la biblioteca come centro di aggregazione e ne viene privata, con un costo sociale altissimo di emarginazione e degrado. Il servizio alla sede centrale è stato quadruplicato: due sedi, undici ore al giorno, sei giorni alla settimana con tre quarti del personale totale e in più manifestazioni ed iniziative a raffica. Ad Avenza solo tre ore poi, per il resto della settimana, libri e computer non si toccano, praticamente è nulla, malgrado la richiesta. Eppure basterebbe ripristinare il vecchio orario e tutto si sistemerebbe, ma non si vuole; tutto in Piazza d'Armi a spese di Avenza. Si sta evidenziando una strategia che fa di Carrara un deserto, con un castello di Kafka autoreferente intorno alla sedi del potere, il resto una periferia anonima e degradata», sostiene il comitato.
«E va bene! Contro la forza ragion non vale, visto che ai politici di Avenza va bene così, ma vedremo con quale faccia chiederanno i voti, ci vorrà pazienza ma gli avenzini sanno bene che la Resistenza è costata vent'anni di clandestinità e due di lotta armata. Lo ricordiamo a chi ha scordato il messaggio della Resistenza per un'Italia che, oltre al diritto al lavoro, sancisce quello all'istruzione. Non a caso il centro culturale era stato intitolato a Giorgio Amendola (ma allora le sezioni dei partiti si intitolavano a Gino Menconi, Bruno Buozzi, Ugo La Malfa, oggi non si sa). Si ricorda che il testamento Finelli prevede che in caso di inadempienza circa le prescrizioni del lascito finalizzato all'istruzione, i beni (cioè: Centro Amendola, area Cat e giardini pubblici) vadano al seminario di Sarzana. Per la serie: meglio ai preti per conservarli che al comune per distruggerli. Non si può prendere tutto e dare niente», conclude il Comitato per la Biblioteca di Avenza.
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