Il dolore
Visita ai detenuti, Balatri scrive al Guardasigilli
MASSA. Una lettera al ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, per denunciare un problema del carcere di Massa: gli orari di visita dei detenuti imposti agli avvocati. Da alcuni mesi i legali...
MASSA. Una lettera al ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, per denunciare un problema del carcere di Massa: gli orari di visita dei detenuti imposti agli avvocati. Da alcuni mesi i legali possono andare dai loro assistiti il lunedì mattina e pomeriggio, mercoledì pomeriggio e sabato mattina. E basta. È stato chiesto al direttore di rivedere la sua decisione, ma visto che nulla si muove l’avvocato Riccardo Balatri ha chiamato in causa il Guardasigilli. Ma la missiva è soltanto la punta di un iceberg perché il malumore tra le toghe è davvero tanto, visto che pure la camera penale vuole fare qualcosa.
Perché non potete entrare in carcere quando volete?
«La spiegazione che sa di beffa è che così si riducono i tempi di attesa. Una deroga è ammessa qualora il detenuto abbia un'urgenza processuale ovvero si trovi in custodia cautelare. Sennò se è definitivo non c’è nulla da fare».
Come l’hanno presa i detenuti?
«Male. Ho dieci clienti attualmente reclusi presso il carcere di Massa, alcuni in cautelare, altri in definitivo, i quali si lamentano, giustamente, per la difficoltà oggettiva che hanno di conferire con il proprio difensore. Assurdo. Unico modo di comunicazione è rappresentato dall'iniziativa del cappellano, don Cipollini, il quale tramite mail riesce a rendere note ai difensori, esigenze e problematiche dei detenuti. Tra l'altro proprio il cappellano comunica ai difensori appena nominati da detenuti, l'esistenza del nuovo mandato».
Ma perché non potete organizzarvi?
«È impossibile. Questa settimana per esempio è emblematica: lunedì era festa e quindi nessun colloquio. Mercoledì erano presenti due avvocati. Ovviamente una sola stanza disponibile. Non hanno cercato una soluzione alternativa, che pure era possibile. A parte gli inesistenti diritti dei difensori ciò che più sconcerta è il modo in cui l'inviolabile diritto alla difesa di ciascun detenuto venga fortemente ostacolato dall'impossibilita di colloquiare liberamente con il proprio difensore. E ciò che ancor più sconcerta è che esistono due categorie di detenuti, di serie A e serie B, i cautelari ed i definitivi, anche se nella pratica non vi è alcuna distinzione».
Da qui la decisione di scrivere alla Cancellieri...
«Ho deciso di inviare una missiva al ministro di Giustizia e responsabile capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, e solo per conoscenza alla direttrice del carcere massese, rappresentando la situazione di disagio e la grave compressione del costituzionale diritto di difesa. Deve fare qualcosa».
La lettera verrà inviata questa mattina. Balatri e i suoi colleghi si aspettano che gli orari vengano modificati.
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