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Rifiuti, inchiesta a Massa: sedici rinviati a giudizio

Rifiuti, inchiesta a Massa: sedici rinviati a giudizio

Coinvolti nell’indagine sulle aziende che gestivano la raccolta e lo smaltimento anche l'assessore all'Ambiente della Provincia di Pisa Valter Picchi, per il quale si profilano le dimissioni, e l'ex assessore regionale Marco Betti

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Sedici persone sono state rinviate a giudizio nell'ambito dell'inchiesta della procura di Massa sulla Cermec ed ErreErre le aziende che gestivano il trattamento dei rifiuti, e nella quale si ipotizza un'associazione a delinquere finalizzata a vari reati tra i quali la corruzione, la concussione,la truffa ai danni della Ue e l'abuso d'ufficio. Stralciata, deciderà la procura di pisa, la posizione dell'ex assessore regionale massese Marco Betti. Tra loro anche l’assessore provinciale pisano all'Ambiente, Valter Picchi. La notizia del rinvio a giudizio è stata resa pubblica dallo stesso Picchi in una nota.

L'assessore afferma che il processo si aprirà "il prossimo 28 maggio davanti al Tribunale penale collegiale di Massa'' e di vivere con ''profondo stupore, disappunto ed amarezza'' la decisione di essere stato rinviato a giudizio. ''Perché - scrive Picchi - neanche per l'accusa avrei ottenuto qualche vantaggio da questa mia asserita partecipazione: il che sembra incredibile, ma è davvero così. Soprattutto, perché le condotte che dovrebbero dimostrare questa mia partecipazione 'no profit' sono condotte che ancora oggi tornerei a tenere e di cui sono assolutamente fiero: continuo infatti a essere convinto che si dovesse trovare il modo per far terminare, una volta per tutte, il conferimento alla discarica di Peccioli (Pisa) dei rifiuti prodotti a Massa e che Massa finalmente si dotasse di un impianto, fra l'altro strategico per tutta la costa toscana, di produzione di combustibile da rifiuto''.

Infine, Picchi esprime ''profonda amarezza perché all'udienza preliminare, il giudice inizialmente investito della richiesta di rinvio a giudizio, chiamato a ricoprire altissimi incarichi istituzionali, è stato sostituito da altro giudice di altro Tribunale, quando ormai un'ampia istruttoria era stata compiuta e si trattava solo di tirare le conclusioni''. ''Resto infatti - conclude l'assessore pisano - dell'idea che ciò abbia influenzato non poco la decisione finale di rinviare a giudizio tutti gli imputati e sostanzialmente per tutte le imputazioni, scelta questa che costituisce in realtà, nell'udienza preliminare, la soluzione più deresponsabilizzante, demandando ad altri, ovvero al Tribunale, la parola definitiva sul fondamento dell'accusa mossa. Peraltro, proprio per questo, non mi perdo d'animo, nella certezza che in sede di giudizio dibattimentale, l'assoluta inconsistenza dell'accusa che mi è stata rivolta potrà essere agevolmente dimostrata''.

Intanto si profilano le dimissioni per l'assessore provinciale pisano all'Ambiente, Valter Picchi (Pd), dopo il rinvio a giudizio nell'inchiesta di Massa per lo scandalo Cermec, in applicazione della Carta di Pisa, il codice etico redatto da Avviso pubblico, la rete di enti locali per la legalità, adottato dalla Provincia pisana. Infatti, sia il segretario provinciale del suo partito, Francesco Nocchi, che il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, gli chiedono di fare un passo indietro.  Del resto, la Carta di Pisa prevede esplicitamente le dimissioni dall'incarico: ''In caso - si legge nel codice etico - sia rinviato a giudizio o sottoposto a misure di prevenzione personale e patrimoniale per reati di corruzione, concussione, mafia, estorsione, riciclaggio, traffico illecito di rifiuti, l'amministratore si impegna a dimettersi ovvero a rimettere il mandato''. Per questo Nocchi spiega in una nota che oltre alle valutazioni ''sulla base delle previsioni del codice etico del Pd (sul cui rispetto si esprime il collegio di garanzia)'' vi è anche la valutazione conseguente all'adozione delle Carta di Pisa ''approvata con delibera della Giunta provinciale, che ci impegna tutti sul piano dell'etica e della responsabilità pubblica'', mentre Pieroni sottolinea di avere già chiesto a Picchi ''una valutazione di opportunità politica alla luce dei principi della Carta di Pisa''. Nocchi, infine, definendo il rinvio a giudizio una ''notizia del tutto inattesa'' dice di comprendere ''lo scoramento'' di Picchi e di essere fiducioso che ''la magistratura sarà in grado, auspichiamo in tempi rapidi, di chiarire tutte le responsabilità in modo definitivo''.

 

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