Il dolore
Razzia bis al negozio Due Ruote
Ladri di nuovo in azione a Villafranca, rubano 2 bici dopo aver spaccato con una mazza le vetrate
VILLAFRANCA. A distanza di pochi mesi, un nuovo furto ha visto coinvolto il negozio “Due Ruote”.
Molto simili le dinamiche con cui si sono svolti i fatti: anche questa volta i malviventi hanno preso di mira la vetrina del negozio e grazie alla forza bruta, con l’ausilio di mazze o pesanti martelli, hanno rotto il vetro. A nulla è valso l’allarme che, al primo colpo di mazza, ha iniziato a suonare, destando dal sonno i residenti che abitano al di sopra e a fianco del negozio. Gli autori del furto hanno continuato nella loro impresa. L’operato è stato intralciato dalle sbarre, poste dietro le vetrate dopo il primo colpo messo a segno nello scorso settembre, limitando in questo modo il bottino a “solo” due biciclette da corsa.
Prima ancora di prendere di mira il negozio hanno perlustrato i garage sottostanti l’attività commerciale, da cui sono state sottratte altre biciclette. L’episodio è l’ultima di una lunga serie che ha colpito anche altri rivenditori sul territorio provinciale come ci spiega Emanuele Pagani proprietario di “Due Ruote” “da due anni a questa parte ogni settiman sento altri mie colleghi che lamentano una situazione come la mia. Fino a 8 anni fa episodi come questo non si sono mai verificati, tanto è vero che molte volte chiudevo senza accendere l’allarme, ora, davvero, non me lo posso più permettere. Possiamo presumere che sia opere di bande che sono specializzate in rapine come questa. Non penso che siano gli stessi della volta scorsa. Purtroppo le biciclette sono una refurtiva molto difficile da rintracciare. Esiste il numero di telaio, ma a differenza delle auto non sono registrate. Quindi, anche qualora fossero ritrovate, non si potrebbe dimostrare la proprietà del mezzo. Vorrà dire che inizierò a tenere un registro con i numeri seriali di ogni bicicletta per premunirmi di fronte ad eventuali spiacevoli incidenti. Ci sono anche dei dispositivi che possono essere inseriti all’interno del telaio e attraverso il Gps rintracciano la bicicletta, ma non posso pensare di installarlo in tutte. E’ una scelta che magari si effettua dopo l’acquisto».
Non si abbatte però Emanule Pagani, nonostante tutto la voglia di tenere duro c’è.
Il danno economico, tra quello che è stato rubato e le riparazioni che dovranno essere eseguite, è un dato che potrebbe portare sconforto, ma non è il suo caso: «Episodi come questo un po’ ti fanno passare la voglia, ma è anche vero che bisogna resistere. Cercheremo di investire ancora di più nella sicurezza, ma ancora non mi capacito di questi furti seriali e così ravvicinati nel tempo».
Cristiano Borghini
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