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Pucci davanti al pm Nuovo interrogatorio

MASSA. Questa mattina alle 9 il sostituto procuratore Rossella Soffio interrogherà Giacomo Pucci, il ventiseienne arrestato con l’accusa di tentato omicidio per aver accoltellato due giovani dopo una...

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MASSA. Questa mattina alle 9 il sostituto procuratore Rossella Soffio interrogherà Giacomo Pucci, il ventiseienne arrestato con l’accusa di tentato omicidio per aver accoltellato due giovani dopo una lite al Baraonda. Ad assistere Pucci il suo avvocato, Francesco Persiani. Da quello che chiederà il pm e dalle risposte dell’indagato si capirà se la procura vuole dare subito una sferzata all’inchiesta collegando anche il duplice omicidio di Natale. Vista la conoscenza tra Pucci e Andrea Mazzi, comunque, qualcosa verrà chiesto in proposito.

Ma è proprio l’assassinio di Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria che potrebbe fornire a Persiani lo spunto per dimostrare che comunque sia Pucci non è a capo di nulla. Il legale però smentisce che ci sia un apparato ai Poggi ed è pronto a dimostrarlo. La difesa vuole chiarire due cose nell’interrogatorio odierno: la prima è che Pucci nella discoteca è stato aggredito e si è difeso (a dare manforte a questa tesi un taglio poco profondo ma lungo trenta centimetri che ha sulla schiena); la seconda è che invece di un tentato omicidio il reato da contestare dovrebbe essere di lesioni aggravate. Ma i precedenti del ventiseienne non giocano a favore di Persiani e quindi bisognerà capire cosa diranno i periti nei prossimi mesi. L’avvocato comunque lascerà trascorrere qualche tempo prima di chiedere la concessione dei domiciliari.

Il legale di Andrea Mazzi invece entro domani conoscerà l’esito della sua istanza presentata al giudice. Enzo Frediani ha chiesto l’annullamento della custodia cautelare in carcere per un vizio di forma. Il sostituto procuratore Soffio ha già dato parere negativo, sottolineando la pericolosità del ventunenne. Entro domani ci sarà la decisione.

Sia Frediani che Persiani concordano su un punto: le vicende di Pucci e Mazzi non sono collegate tra loro, le uniche similitudini stanno nell’arma usata e nel contesto sociale dal quale provengono i due. «Troppo poco per disegnare uno scenario come quello ipotizzato dagli inquirenti», dicono. Nessuna banda, quindi, ma un eccesso di difesa per non subire l’aggressione.

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