Il Tirreno

Proteste per il degrado di Aulla

Proteste per il degrado di Aulla

Dito puntato dei cittadini su viabilità, case e scuole a più di due anni dall’alluvione

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AULLA. «Una città ridotta nello stato pietoso che tutti possono ammirare, non si era mai vista negli ultimi anni. Le strade, ad esempio, sono ridotte a un colabrodo e bastano piogge un pò più intense del solito a fare spuntare vere e proprie voragini nell'asfalto. Quel che è peggio è che la cittadinanza sembra rassegnata a sopportare tutto questo, anche a seguito dell'alluvione del 25 ottobre 2011, e ora qualcuno spera soltanto che le imminenti elezioni amministrative portino qualche lavoro di rilievo ad Aulla capoluogo e nelle frazioni».

I cittadini mugugnano, in particolare per viale Lunigiana, dove si formano le voragini più pesanti quando piove, visto l'inizio dei lavori per la realizzazione del nuovo argine, che comporta lo spostamento delle reti fognarie ed elettriche verso monte. A protestare in conseguenza di ciò, però, sono anche gli automobilisti provenienti da nord e che devono soltanto attraversare la città, i quali sono costretti a utilizzare esclusivamente via Nazionale quando viale Lunigiana è chiuso nel tratto a senso unico dopo il supermercato Stefan.

Risultato? Traffico molto rallentato e inevitabile formazione di code in direzione sud su via Nazionale. Ma ci sono altri problem la cui soluzione sembra lontana anni luce: basti pensare ai container che ospitano i bambini e i ragazzi delle scuole elementari e medie nelle aree ferroviarie dismesse, emblema principe di una città che proprio non riesce a ripartire. Tra l'altro, già serpeggia fra alcuni genitori la convinzione che i propri figli seguiranno tutto il ciclo di studi della scuola dell'obbligo nei container, non conoscendo, quindi, strutture scolastiche degne di questo nome. E che dire, poi, di chi abitava a quartiere Matteotti, a cui erano state promesse le nuove case in tempi record? Di realizzato nelle aree ferroviarie dismesse, dove è prevista la nascita della nuova Aulla, infatti, ci sono soltanto i pannelli di legno che delimitano quello che doveva essere già da tempo un cantiere. E poi ci sono angoli ancora immersi nel degrado più totale a oltre due anni dall'alluvione (ex scuole medie in piazza Garibaldi in primis) e nel centro storico i cartelli "vendesi" e "affittasi" sulle saracinesche abbassate dei negozi sono ormai una triste consuetudine.

E se si esce da Aulla capoluogo le cose non migliorano e, strade disastrose a parte, a Quercia c'è un altro emblema che da positivo è diventato negativo, ovvero le piscine del centro scolastico sportivo, chiuse da più di sei mesi. «Era una delle poche cose, forse l'unica, che ancora funzionava ad Aulla» dice qualcuno. Ora nemmeno più quella.

Gianluca Uberti

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