Il Tirreno

Obbligo di firma e dimora Così si bloccano le bande

Pronti i primi provvedimenti nei confronti dei giovani coinvolti nelle risse Ai più pericolosi verrà impedito di uscire la notte, altri andranno in questura

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MASSA. Da una parte il nucleo investigativo dei carabinieri che sta indagando sul duplice omicidio di Natale, dall’altra la squadra mobile che invece si occupa dell’accoltellamento al Baraonda e delle risse che lo hanno preceduto. Due indagini che confluiscono in una sulla scrivania del sostituto procuratore Rossella Soffio. E che presto vedranno le prime contromisure delle forze dell’ordine nei confronti dei ragazzi che sono coinvolti in questa faida iniziata qualche mese fa. Per motivi ancora oscuri, ma non del tutto. Gli inquirenti parlano di interessi da tutelare. Probabilmente spaccio di stupefacenti. Business che riguarda giusto un paio dei giovani coinvolti, non di più.

Intanto stanno per partire una serie di misure restrittive nei confronti dei ragazzi che si sono resi protagonisti delle risse scoppiate in piazza De Andrè e al Baraonda. Una decina almeno tra obblighi di firma e obblighi di dimora nelle ore notturne. In questo modo gli inquirenti vogliono dare una prima spallata alle bande. Si tratta di una soluzione tampone che servirà per impedire ai protagonisti di queste scorribande di far scorrere altro sangue. E non si esclude di arrivare presto alla richiesta di ordinanze di custodia cautelare vere e proprie. Ma questa sarà una decisione che dovrà prendere il pm Soffio, mentre per gli obblighi possono procedere polizia e Arma.

Anche perché le forze dell’ordine stanno facendo passi avanti nell’inchiesta. Dopo l’omertà iniziale c’è chi ha fatto le prime ammissioni e chi sta cominciando a descrivere come sono composti i gruppi che si stanno fronteggiando a viso aperto tra Cinquale e Massa. Più strutturati quelli dei Poggi, meno gli altri. Per questo agenti e militari stanno concentrando le proprie attenzioni ai Poggi, con una priorità ben precisa: localizzare quella sorta di deposito delle armi che serve per combattere i nemici con mazze, spranghe e purtroppo anche coltelli. Una sorta di nascondiglio di cui forse due o tre persone conoscono l’esatta ubicazione. Per questo ancora non è stato trovato, anche se la sensazione è che gli inquirenti non siano troppo distanti dal fare centro anche sotto questo aspetto.

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di Redazione Massa