Il Tirreno

«In 4 anni daremo lavoro a 200 persone»

di Alessandra Vivoli
«In 4 anni daremo lavoro a 200 persone»

A Pitti parla Brunello Cucinelli: per Carrara ho grandi progetti, sposteremo qui tutta la produzione degli abiti maschili

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INVIATA A FIRENZE. «Mi piace lavorare nel bello e per Carrara ho grandi progetti. Nel giro di tre-quattro anni, nell’unità produttiva di D’Avenza contiamo di spostare tutta la produzione degli abiti da uomo. Daremo lavoro a 200 persone: fino ad oggi ne sono state impiegate 48, sono quelle che hanno realizzato i primi 60 abiti Cucinelli all’interno del laboratorio della storica sartoria D’Avenza. E al futuro ci stiamo pensando già da adesso: abbiamo già preso contatti con alcuni sarti, stiamo cercando personale per portare avanti il nostro progetto destinato a radicarsi sempre di più sul territorio carrarese».

Brunello Cucinelli parla di Carrara e dell’ambizioso progetto legato all’acquisizione del ramo d’azienda della D’Avenza fashion, proprio all’apertura di Pitti immagine uomo, nell’affollato e grandissimo stand («quest’anno è stato ampliato del 30% proprio per ospitare gli abiti prodotti a Carrara» ci spiegano dal suo staff) a piano terra del padiglione centrale della kermesse della moda fiorentina. E Cucinelli comincia proprio dall’inizio, della scelta di Carrara come polo produttivo e distaccamento della scuola dei mestieri di Solomeo, il borgo in Umbria reso famoso per la produzione di cachemire pregiato.

«Ecco perchè ho scelto Carrara». Brunello Cucinelli, elegantissimo in gessato blu doppiopetto, rigorosamente in cachemire, va dritto al punto e spiega perché proprio la D’Avenza.

«Carrara è da sempre la patria dell’abito da uomo, grazie alla storica sartoria D’Avenza - spiega - Quando per più di mezzo secolo si fa qualcosa di così importante è chiaro che il territorio assimila un’eccellenza: e adesso bisogna fare presto, fare in modo di sviluppare quello che, per la vostra città, è davvero un valore aggiunto».

«Non bisogna perdere la cultura della sartorialità, del fatto a mano - continua Cucinelli - e in questa mission saremo anche noi impegnati, anzi proprio in prima fila».

Non solo Carrara, quello che il patron del luxury cachemire ama e vuole veicolare è tutta l’eccellenza della Toscana che, per lui, uomo amante del Rinascimento, ha un appeal davvero particolare.

«Io credo che questa regione abbia davvero delle grandi radici, delle peculiarità che vanno dall’arte, alla sartorialità, alla pelle e all’abbigliamento che devono essere valorizzate - continua - Io mi sento uomo del Rinascimento e per questo molto vicino alla Toscana: mi capita di venire a Firenze alle 6 del mattino, solo per poter ammirare, indisturbato tutte le bellezze della città».

«Il progetto D’Avenza: daremo lavoro a 200 persone». Cucinelli entra nel merito, per la prima volta, del progetto che lega il suo gruppo a quello della D’Avenza attraverso l’acquisizione di un ramo d’azienda, quello legato alla produzione di abiti da uomo.

«Quello che abbiamo in mente è una grande espansione- sottolinea - per poter spostare a Carrara tutta la produzione di abiti. Questo significa che avremo bisogno di nuove maestranze: fino ad oggi abbiamo lavorato con meno di cinquanta sarti, ce ne serviranno tre volte di più. Almeno duecento nel giro dei prossimi tre o quattro anni».

«Le mie idee per le cave». Due eccellenze insieme: la sartorialità e le cave. Ecco il sogno di Cucinelli. «Amo il bello e le cave sono belle: non ci sono ancora stato ma ho già in mente grandi progetti, da una sfilata a una campagna pubblicitaria, farò in modo di veicolare questa ricchezza».

Brunello Cucinelli si candida ad ambasciatore delle cave apuane, attraverso una moda nota ed apprezzata in tutto il mondo e una società quotata in Borsa in costante espansione. E il signore del cachemire parla anche del suo impatto con Carrara.

«Carrara è una città bella che deve essere curata di più - afferma - questo succede in molti luoghi d’Italia, dobbiamo valorizzare le nostre identità perché sono la nostra storia e il nostro futuro».

«Come è scritto nella Costitutio senese del 1309 - conclude - “è dovere di chi governa curare massimamente la bellezza per cagion di diletto e di allegrezza ai forestieri e per fierezza dei cittadini e della città”».

Ecco la lezione di stile, firmata Brunello Cucinelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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