Proteste
Idea: Palazzo Ducale sede del museo della città
Bruno Giampaoli (Italia Nostra) propone un cambio di destinazione d’uso «La Prefettura? È un ostacolo alle visite.La politica? Monopolizza le sale»
MASSA. «Palazzo Ducale deve tornare al suo antico splendore»: è il monito di Italia Nostra che riaccende l’attenzione sulla destinazione “d’uso” di Palazzo Ducale.
Sullo sfondo c’è il riordino delle province italiane, tema che – nonostante la battuta d’arresto subita dal progetto di dimagrimento degli enti provinciali – fa ancora discutere. L'associazione chiede il trasferimento delle attività amministrative, degli uffici della provincia e della prefettura – oggi presenti all'interno del palazzo – per arrivare alla creazione di un vero e proprio museo cittadino.
Sarebbe il primo museo della città di Massa. Portata avanti da Italia Nostra da circa vent'anni, la proposta parte da una constatazione: il palazzo più rappresentativo della città, la struttura più imponente situata ''al centro del centro'' cittadino, è adatta per contenere l’arte e la cultura di una città. E inoltre: cosa c'è di meglio di un'opera d'arte per contenere arte e bellezza? «Palazzo Ducale – spiega Bruno Giampaoli, presidente di Italia Nostra Massa Carrara - deve diventare il museo della città, deve custodire tutto il repertorio culturale prodotto nei secoli».
«La sala della Resistenza – descrive – dovrà essere a disposizione di tutte le associazioni e dei cittadini per iniziative culturali. Gratuitamente e in modo regolamentato». Passiamo al resto: «Le altre sale come quella degli Specchi e degli Svizzeri – continua Giampaoli – dovranno diventare sedi permanenti per mostre di pittura e di scultura».
Un palazzo, un museo, quindi una piazza e – perché no? Una città. L'idea di un polo museale potrebbe risvegliare non solo la cultura cittadina, ma dare impulso anche alle diverse attività del centro, al turismo e, quindi, a buona parte della nostra economia.
In effetti in vent'anni non si è mai riusciti a realizzare un progetto simile. Perché?
«Il problema è politico – continua Giampaoli – Il palazzo è sempre stato utilizzato per mostre, ma, al tempo stesso, è sempre stato gestito con libero arbitrio dai politici. Le sale vengono disposte e dispensate a secondo del “quadro” della politica cittadina – è il parere del presidente apuano di Italia Nostra – e spesso la concessione è data ai soliti noti».
Ci sono poi altri problemi. «Nel 2000 siamo riusciti a trovare un quadro raffigurante Alberico I – spiega Giampaoli – Opera unica, che abbiamo fatto riportare nel palazzo. Oggi è conservato nell'ufficio della presidenza che è chiuso alle visite. Per non parlare delle stanze inutilizzate e degli inutili interventi. Mi riferisco ad esempio alla realizzazione di un ascensore interno, alla costruzione di uno scivolo che ha causato la scomparsa di scalini storici del '600». E sono solo degli esempi.
Infine c'è la prefettura: «La presenza degli uffici della Prefettura – conclude Giampaoli - ha sempre ostacolato l'uso di sale come l'Alcova del Duca Carlo II (opera realizzata da Alessandro Bergamini), la cappella, la sala di rappresentanza. Si tratta di sale “proibite” ai cittadini e visitate solo su concessione del prefetto. Oggi la prefettura – conclude – potrebbe rimanere all'interno di Palazzo Ducale ed essere utilizzata per garantire la sicurezza e la funzionalità della stessa struttura».
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