Il Tirreno

Nca, proprietà dura con la Rsu: un freno al piano industriale

Nca, proprietà dura con la Rsu: un freno al piano industriale

Problemi sulla formazione professionale e sull’integrativo «Noi abbiamo applicato in toto gli accordi ministeriali»

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CARRARA. Nca, con un lungo comunicato, riassume l’attività svolta finora dalla nuova proprietà, e annuncia di aver chiesto un incontro al ministero per ridiscutere il piano industriale, alla luce di vari problemi incontrati nelle relazioni sindacali con la Rsu, pur ribadendo l’intenzione di voler continuare ad investire.

«Innanzitutto - si sottolinea - la società ha pienamente e correttamente adempiuto ai propri impegni assunti con il venditore Invitalia Spa, il Ministero dello Sviluppo Economico e le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali, con l’accordo sottoscritto il 17 dicembre 2012». Sono in fase di rifinitura e già operativi i nuovi uffici di circa 3.500 metri quadrati, mentre è in via di completamento il nuovo capannone di oltre 6.000 metri quadrati, destinato ad accogliere la costruzione delle nuove commesse di megayacht acquisite nel 2013 e da avviarsi nei primi mesi del 2014. «Il budget degli investimenti era stato già impegnato al 30 novembre per 9 milioni di euro, quando l’impegno assunto prevedeva di spendere 8 milioni in due anni e, probabilmente si giungerà sino a 14 milioni».

Occupazione: il nodo della produttività. «La nuova proprietà si era impegnata a mettere al lavoro 52 dipendenti entro la fine del 2013: il numero di dipendenti impiegati sin da gennaio 2013 è stato mediamente di oltre 70 persone, con punte di 90, e ad oggi abbiamo ancora oltre 70 persone al lavoro. Per ottenere questi risultati immediati, il personale è stato utilizzato avvalendosi anche della possibilità di modificarne le mansioni e dei distacchi. Il nuovo management ha trovato in Nca numerosi lavoratori desiderosi di impegnarsi e di dimostrare le proprie capacità e competenze, ma ha dovuto confrontarsi anche con molte situazioni diverse, con impegno e produttività modesti, con competenze professionali difformi dalle qualifiche indicate nei documenti contrattuali, e con atteggiamenti anacronistici che hanno ostacolato l’implementazione del piano industriale».

Integrativo: lavoratori tutti informati?. La proprietà scrive: «Si sono tenuti oltre 20 incontri con le organizzazioni sindacali per concordare il nuovo accordo integrativo aziendale, ed ogni volta la Rsu si è aggrappata a dei diritti acquisiti a partire dal 1973, che oggi potremmo definire dei privilegi non più attuali, in quanto sono cambiati tutti i fattori interni e al contorno. Lo scorso 6 novembre, ad esito dell’ennesimo estenuante incontro, l’azienda e le segreterie provinciali di categoria hanno finalmente sottoscritto una ipotesi di accordo, che invece la Rsu non volle sottoscrivere prima di averlo sottoposto all’assemblea dei lavoratori. Nell’assemblea tenutasi il 19 novembre, si richiese di procedere a votare l’ipotesi di accordo con scrutinio segreto e, il successivo 20 novembre, l’accordo non venne approvato, con il voto contrario di 48 lavoratori sui 77 votanti (poco più di metà dei dipendenti di Nca). Al riguardo risulta che non tutti i 140 lavoratori fossero stati informati della votazione dai loro rappresentanti». Sulla base degli accordi, prosegue Nca, «l’azienda ha organizzato nel mese di giugno la prima sessione dei corsi di formazione per carpentieri, peraltro interamente finanziati dall’azienda. La Rsu, dopo aver contestato ogni piccolo problema, alla fine, interrompe le sedute di valutazione dell’apprendimento dei lavoratori, necessaria per effettuarne serenamente l’inserimento delle persone sulle nuove costruzioni: nello yachting difetti banali di realizzazione dello scafo possono portare al rifiuto dello stesso da parte dei surveyor degli armatori. Alla ripresa dell’attività dopo il periodo di ferie, viene riproposta una settimana di riepilogo della formazione per gli stessi lavoratori: l’argomento viene riaffrontato solo alla fine di novembre, proponendo di concordare anche le necessarie verifiche sull’apprendimento conseguito, ma la Rsu rifiuta un accordo in tal senso. Inoltre, i carpentieri che sono stati inseriti mostrano una produttività inferiore fino al 40% rispetto ai lavoratori delle ditte appaltatrici. Ciò impedisce la necessaria competitività sui costi e rischierebbe di pregiudicare il futuro dell’azienda. Per questi motivi, avendo tenuto fede a tutti i propri impegni, Nca ha richiesto il nuovo confronto al Ministero, mettendo in discussione la realizzabilità del piano industriale nei termini e nei tempi originariamente indicati».

Tfr? previsto dagli accordi. E ancora Nca ricorda: «Per alleviare la pressione finanziaria sulle famiglie dei lavoratori, l’azienda ha anticipato per 9 mesi il trattamento di cassa integrazione guadagni, in attesa del decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che ha permesso di compensare quanto erogato ai lavoratori solo a partire dal mese di ottobre 2013; integrato il trattamento di Cigs con l’importo di euro 250 mensili per ciascun lavoratore; corrisposto ai lavoratori che non avevano maturato la tredicesima mensilità per effetto della sospensione in Cigs l’equivalente della tredicesima stessa in forma di anticipazione del Tfr. Tutto ciò in esatta e testuale applicazione dell’accordo sottoscritto al Ministero dello Sviluppo Economico il 17 dicembre 2012. L’azienda è fermamente determinata a completare gli investimenti ed implementare il piano industriale per non vanificare il futuro che è stato dato al cantiere dalla nuova proprietà, per le decine di dipendenti che mostrano la volontà di lavorare e che si impegnano, mentre molti altri sembrano ignorare la situazione italiana ed internazionale disconoscendo e mettendo in dubbio la positiva svolta delle loro sorti impressa dalla nuova proprietà».

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