Sicurezza
Le Pefane sfilano e fanno sorridere grandi e piccini
Cancellate le preoccupazioni della vigilia: la festa è riuscita Da quarantanni canti, balli e premi alle maschere più belle
MONTIGNOSO. Sono partiti dall’inizio di via Roma (lato mare) e lentamente hanno risalito il paese portando i canti montignosini in tutte le case affacciate sulla strada. In testa la befana più anziana, o meglio la pefana, poi dietro le cinque fisarmoniche, le tre chitarre, il campanaccio e infine una massa di piccoli pefani con i loro vestiti accuratamente cuciti a mano. Eccola la tradizione. Il gruppo folkloristico della pefana di montignoso che ieri ha festeggiato i suoi quarant’anni di vita e di attività. Dopo aver risalito via Roma sono arrivati in piazza Bertagnini dove ogni anno, da ormai appunto quarant’anni, si festeggia l’Epifania a base di canti locali e che quest’anno si è arricchito di un altro festeggiamento: quello di una lunga storia. Era il 1974 infatti quando Alfio Poggi, memoria storica del gruppo, ha fondato la banda insieme ad Alberto Meghelli e Giuseppe Petracci insieme a un piccolo gruppo di giovani. Giovani diventati adesso grandi che ieri sono tornati in piazza per ricordare la tradizione. C’erano infatti Annamaria Bonotti, Piera Mecheri e Rosanna Pucci, le prime tre pefane, che all’epoca avevano quindici anni e che adesso ricordano quei giorni del 1974.
«Era incredibile quanta gente veniva in piazza il 6 gennaio – raccontano –. Tutte le strade si riempivano di persone, la piazza era affollata ed era una festa grande. Ora si è persa molto la tradizione, perché i tempi cambiano, le gente si muove dal paese, ma comunque è sempre forte lo spirito. È bello vedere che nel gruppo folkloristico ci sono tantissimi giovani e bimbi». Non era pieno forse come gli anni Settanta, ma sono state comunque tante le famiglie che si sono ritrovate in piazza, con le mamme che ballavano e i bimbi che entusiasti raccoglievano le caramelle lanciate dal palco. Ed erano lì come per ricordare che l’Epifania è questo: una specie di festa tribale con balli, musica e allegria, e non una notte di sballo. «Ieri sera abbiamo finito il nostro giro per il comune – racconta Alfio Poggi – proprio qui, a Capanne, da dove è nato tutto. Come sempre tutte le famiglie ci hanno accolto e sostenuto per questa manifestazione, che si ripeterà ancora negli anni». Dopo i canti della pefana, sono state consegnate le pergamene a tutti coloro che hanno collaborato a questa esperienza negli anni, sia agli appartenenti del gruppo, sia ai vari sindaci montignosini.
La preoccupazione più grossa però era per la notte. Qualcuno aveva chiesto all’amministrazione di non fare la festa per rispetto dei morti (Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria) e soprattutto per scongiurare altri episodi violenti. Il sindaco Narciso Buffoni si è preso la responsabilità di non cancellare l’evento: «Sapevo che la cittadinanza avrebbe risposto con intelligenza - dice - e infatti tutti si sono divertiti nel rispetto delle regole. Ormai sono anni che a Montignoso non succede nulla la notte delle pefane».
A controllare che nessuno alzasse i toni ci hanno pensato polizia e carabinieri: pattuglie in divisa e anche in borghese però non hanno dovuto faticare più di tanto perché chi era sceso in piazza lo ha fatto senza alcuna intenzione bellicosa. Soltanto divertimento, come è giusto che sia per una tradizione che deve continuare per molti anni ancora.
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