La manifestazione
E Rossi si commuove: «Non ci sono parole»
Il presidente della Regione: «Sono preoccupato, purtroppo il disagio giovanile è fortissimo in tutta la Toscana. Bisogna reagire e cercare di dare risposte»
MONTIGNOSO. Occhi lucidi e commozione anche per il presidente della regione Toscana Enrico Rossi che ieri sera ha partecipato alla fiaccolata in ricordo di Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria, i due giovani morti accoltellati la notte di Natale.
Rossi arriva a Renella, poco dopo le 19, accompagnato dal sindaco amico Narciso Buffoni e incontra i familiari delle due vittime: una stretta di mano e un abbraccio sincero, anche se un po' imbarazzato: «Non ci sono parole per esprimere le mie condoglianze- dice con un filo di voce al padre di Enrico Baria- ; è stato terribile».
Una posizione difficile, in effetti, quella della politica che oggi, più di ieri, si trova a fare i conti con una criminalità giovanile in continuo aumento. E Rossi lo sa bene, come sa che c'è da fare qualcosa: «Risposte da parte della politica non ce ne sono- ha detto il presidente- se non quelle che quotidianamente cerchiamo di offrire ai nostri cittadini; quelle che parlano attraverso il nostro buon esempio».
Il presidente della regione ha poca voglia di parlare e commentare i gravi fatti avvenuti a Massa lo scorso 25 dicembre e rilascia solo una breve intervista, mentre cammina all'interno del corteo, affiancato dagli amici di Andrea ed Enrico: «Non ho memoria di fatti altrettanto gravi accaduti in questa provincia e sono rimasto sconcertato; quello che è successo è frutto di un male che sta nella società e che forse anche noi avremmo dovuto fare di più per combattere, con gli esempi, con una vita più limpida, con le relazioni sociali, affrontando i problemi sociali che abbiamo. Poi, naturalmente, chi ha sbagliato deve essere assicurato alla giustizia».
E poi un ringraziamento a chi, in queste settimane, si sta dedicando alla delicata inchiesta e soprattutto a garantire la sicurezza dei cittadini: «Vorrei esprimere il mio apprezzamento e la mia gratitudine verso le forze dell'ordine e la magistratura che sta lavorando su questi fatti. E' facile in certe circostanze fare di tutta un'erba un fascio e considerare le nostre città non più sicure. Non è così. Questi sono episodi, anche se il disagio giovanile è fortissimo in tutta la Toscana e io sono preoccupato. Purtroppo siamo di fronte ad un degrado enorme».
"Speranza" è la parola che il presidente Rossi si è sentito di condividere, alla fine, con tutto il paese di Montignoso che ieri si è stretto attorno alle famiglie delle due ragazzi, vittime di un degrado giovanile sempre più dilagante: «a partecipazione a questa manifestazione- ha concluso il presidente- mi pare sia il segno di una comunità che vuole reagire e non chiudersi in se stessa con la paura anche di uscire di casa».
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