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Degrado alla Torre, il Comune: l’area è del Demanio

CARRARA. «L’area della Torre di Castruccio, con le sue pertinenze, non appartiene al Comune, ma all’Agenzia del demanio. Spetta quindi ad essa e alla polizia demaniale il compito di intervenire per...

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CARRARA. «L’area della Torre di Castruccio, con le sue pertinenze, non appartiene al Comune, ma all’Agenzia del demanio. Spetta quindi ad essa e alla polizia demaniale il compito di intervenire per porre fine all’uso improprio dell’area in questione, perché l’amministrazione comunale su di essa non ha alcuna competenza»: così Alessandro Mazzelli, dirigente comunale al demanio e patrimonio, precisa la posizione del municipio riguardo la situazione di degrado in cui versa la zona della Torre di Castruccio, edificio storico vincolato dalla Soprintendenza ai beni architettonici di Lucca e Massa-Carrara, ai piedi del quale vengono parcheggiate automobili sopra un marciapiede ripavimentato grazie ai fondi europei per il master plan della via Francigena. La questione è emersa a seguito di un esposto presentato alla procura della Repubblica dagli ex consiglieri della circoscrizione 4 Cesare Micheloni e Patrizia Arrighi. La versione di Mazzelli è confermata dalla comandante della polizia municipale Paola Micheletti. «I vigili urbani -ha spiegato- non possono intervenire su un’area demaniale. La polizia municipale può intervenire solo quando le automobili si trovano in sosta vietata lungo la strada che conduce alla Torre, ma non nella porzione di terreno ad essa sottostante. La questione poi è molto complicata, perché, oltre che l’Agenzia del demanio e la Soprintendenza, entrano in ballo anche dei privati proprietari di immobili, che in passato avevano ottenuto dal demanio delle concessioni d’uso in questa area». Resta però da capire come mai lo scorso 15 novembre l’architetto Giuseppe Stolfi, soprintendente di Lucca e Massa-Carrara, a cui l’Agenzia del demanio ha affidato dal 2013 la gestione autonoma dell’area in questione, abbia sentito l’esigenza di invitare, non solo il demanio, ma anche il Comune di Carrara, ad intervenire.

David Chiappuella

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