Sicurezza
Tra indulto e inserimento si cerca il recupero
MASSA. Grazie all’indulto del 2008 dal carcere di Massa uscirono un centinaio di detenuti. La maggior parte di questi, per mancanza di alternative all’esterno, tornarono a delinquere entro tre mesi e...
MASSA. Grazie all’indulto del 2008 dal carcere di Massa uscirono un centinaio di detenuti. La maggior parte di questi, per mancanza di alternative all’esterno, tornarono a delinquere entro tre mesi e quindi in cella. Il nostro giornale raccontò diverse storie di uomini che avevano provato a vivere rispettando la legge, ma poi si erano dovuti arrendere. In questi anni tanto è cambiato per migliorare le condizioni di chi sta dentro all’istituto penitenziario, in particolare grazie all’interessamento della direttrice Martone e del presidente del tribunale Maria Cristina Failla. Ultimamente cinque detenuti sono stati impiegati nel lavoro di riordino e catalogazione informatica dell'archivio del tribunale cittadino. E adesso altri dieci reclusi hanno iniziato a lavorare lunedì. Il tutto per un progetto di reinserimento che sta facendo scuola. Dopo il successo del primo progetto, ne è stato firmato un secondo di reinserimento. Che avrà una durata di sei mesi: si chiama Apuane (acronimo di Attività di pubblica utilità archivio nuova edizione) e coinvolge tribunale, procura, ufficio di sorveglianza, Provincia, direzione casa di reclusione, ufficio di esecuzione penale esterna e centro sociale Caritas. Dopo la fase sperimentale di sei mesi si valuterà se prorogare l'impegno.
Il progetto ha l'obiettivo di agevolare e sostenere il reinserimento sociale di persone condannate con sentenza irrevocabile, ristrette presso la casa di reclusione di Massa (o affidate ai servizi sociali in carico all'ufficio esecuzione penale esterna) impegnandole in varie attività di pubblica utilità.
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