Il Tirreno

Auto sotto la Torre, scatta l’esposto

Auto sotto la Torre, scatta l’esposto

Gli ex consiglieri Cesare Micheloni e Patrizia Arrighi all’attacco: «Basta, l’area storica è sottoposta a vincolo»

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AVENZA. Da secoli è il simbolo della cultura, storia e identità avenzina, ma oggi sembra non essere considerata con la dovuta attenzione dagli enti competenti, tra cui il Comune, che continuano a consentire che su quest’area vincolata dalla Soprintendenza vengano perpetrati usi impropri come parcheggio di auto, deposito di attrezzi, istallazioni di antenne tv, stenditoio e lavaggio di panni. Stiamo parlando della Torre di Castruccio e delle sue pertinenze, tra cui la torre angolare della casa castellana, costruite da Castruccio Castracani, signore di Lucca, passato alla storia per la strepitosa vittoria riportata sui fiorentini ad Altopascio nel 1325, che, se non fosse stato per la morte sopraggiunta appena tre anni dopo, gli avrebbe consentito di esercitare un sicuro predominio in Toscana.

Questo complesso, ubicato sul tragitto della via Francigena, versa oggi in una situazione di degrado denunciata da Cesare Micheloni e Patrizia Arrighi, ex consiglieri di opposizione alla circoscrizione 4, attraverso ripetute segnalazioni agli enti competenti ed un esposto alla procura della Repubblica. Ed è proprio Micheloni, oggi esponente di Fratelli d’Italia, che, mostrando verbali di consegna e altri documenti, ricostruisce le vicende legate alla tutela della Torre di Castruccio, sottoposta inizialmente all’autorità del ministero delle finanze e da esso poi consegnata a quello della pubblica istruzione il 24 giugno 1958, per poi passare, dal 26 aprile 2013, sotto la gestione autonoma della Soprintendenza per i beni architettonici di Lucca e Massa-Carrara.

«I problemi - spiega Micheloni - sono iniziati nell’ottobre 2006, quando l’Agenzia del demanio ha rilasciato ad alcune proprietarie di immobili confinanti le concessioni d’uso di un’esigua fascia di terreno posta nell’area della Torre». Secondo l’ex consigliere queste concessioni, scadute il 30 ottobre 2012, non avrebbero comunque consentito la sosta di auto ai piedi dell’edificio e per giunta sopra un marciapiede ripavimentato proprio grazie ai fondi europei per il master plan della via Francigena, che invece prosegue imperterrita ancora oggi, come dimostrano le foto scattate nei giorni scorsi. «E’ vergognoso - spiega il rappresentante FdI locale - che in un’area sottoposta a vincolo sia consentito tutto questo. Sarebbe importante impedire la sosta delle auto sotto la Torre, così da disporre di un percorso pedonale e di un’uscita di sicurezza per parco Pellini, antistante ad essa. Nel corso degli anni la circoscrizione di Avenza lo ha segnalato al Comune innumerevoli volte, ricevendo solo risposte evasive».

Il rischio di un uso improprio di quest’area, a seguito di una petizione inviatagli da molti firmatari, è segnalato in una lettera datata lo scorso 15 novembre dallo stesso soprintendente di Lucca e Massa-Carrara, Giuseppe Stolfi, che, scrivendo all’Agenzia del demanio, al Comune di Carrara (e a Patrizia Arrighi per conoscenza), invitava questi enti “a intervenire per i profili di rispettiva competenza” e a informare la Soprintendenza “sull’esito delle verifiche svolte e sulle eventuali iniziative intraprese”. «Se la stessa Soprintendenza raccomanda attenzione e monitoraggio da parte delle istituzioni competenti - si chiede Micheloni - perché il Comune non è ancora intervenuto per porre fine allo scempio delle auto parcheggiate sotto la Torre? L’amministrazione comunale si è ricordata che Avenza era sulla via Francigena solo quando le faceva comodo, per aggiudicarsi fondi comunitari, ma poi da parte sua è prevalso il menefreghismo più totale».

David Chiappuella

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