Il dolore
Legionella in ospedale, restano i divieti
L’Asl: potenziata la disinfenzione, presto nuove verifiche. Intanto al monoblocco non si può ancora utilizzare l’acqua calda
CARRARA. Allarme legionella in ospedale: la disinfezione della rete idrica dell’acqua calda non è ancora ultimata
Il nuovo cartello di divieto. Poca voglia di parlare e tanta disinformazione. Anche perché i cartelli che vietano, espressamente, l’utilizzo dell’acqua calda nei bagni dei reparti sono apparsi solo da ieri. A quattro giorni dall’allarme legionella scattato dopo la positività al batterio riscontrata nella rete idrica calda dell’ospedale, il 31 dicembre. Se prima si era parlato di lavori in corso alle tubature, e per questo, nero su bianco sui primi cartelli affissi nei servizi igienici del monoblocco, adesso c’è un divieto vero e proprio all’utilizzo dell’acqua calda. Con tanto di firma della direzione. Una situazione che, al momento sembra comunque essere sotto controllo. E in ospedale non c’è allarmismo ma tanta disinformazione, quella sì.
La nota dell’Asl. Questa la nota ufficiale dell’azienda Asl emessa nella giornata di ieri.
«Nel comunicare che non esistono situazioni di allarme, ma solo modalità precauzionali messe in essere, tese alla vigilanza e al controllo dell'utilizzo dell' acqua calda sanitaria, rendiamo noto che la ditta incaricata ha provveduto a potenziare il livello di disinfezione e nei prossimi giorni sarà possibile verificare i valori dei campioni di acqua già prelevata».
In ospedale: «noi non sapevamo nulla». «Noi non sapevamo nulla, lo abbiamo letto sul giornale - dicono i parenti di una signora ricoverata in ortopedia in attesa di entrare in reparto, all’orario di visita - Ci auguriamo che stiano prendendo tutte le precauzioni del caso e che la disinfezione dell’acqua possa essere fatta in tempi brevi. Avere anche questo pensiero sarebbe davvero un po’m troppo».
Anche nell’atrio della Medicina donne, molto affollato prima dell’apertura al “passo” dei mezzogiorno, nessuno era al corrente del problema legionella che si è verificato nei giorni scorsi nella rete idrica dell’acqua calda del monoblocco. C’è chi assicura di non aver visto alcun cartello, salvo poi entrare in bagno e trovare il divieto scritto in stampatello, sopra lo specchio: «Ci mancava anche questa» è il commento laconico.
Al bar del monoblocco boom della vendita di acqua minerale. Ma qualcuno, a quanto sembra, del divieto di utilizzo l’acqua calda qualcuno era già al corrente. Stando almeno a quello che risulta al bar Il punto grill, a piano terra dell’ospedale. «Negli ultimi due giorni abbiamo venduto tantissime bottiglie di acqua minerale - dice Elena Paffici da dietro il bancone - molto più del normale: sono stati tanti i parenti che sono venuti ad acquistarle per portarle in reparto, ai propri assistiti».
I rischi della legionella: polmonite e infezioni. L'infezione da legionella non si trasmette da persona a persona, piuttosto tramite flussi d'aerosol e d'acqua contaminata, quindi potenzialmente in luoghi nei quali è in funzione un sistema di condizionamento, di umidificazione o di trattamento dell'aria o di ricircolarizzazione delle acque.
La malattia raggiunge il suo picco di infezioni solitamente tra l'estate e l'inizio dell'autunno, ma ne sono stati riscontrati casi anche in altri periodi dell'anno.
I fattori di rischio comuni per la legionellosi sono: abitudine al fumo, malattie polmonari croniche, età avanzata, immunosoppressione.
L'incidenza della legionellosi dipende dalgrado di contaminazione di serbatoi d'acqua e dalla suscettibilità immunologica della popolazione esposta (ad esempio la popolazione ospedaliera.
La Legionella risulta la terza causa di polmonite acquisita in comunità dopo Streptococcus pneumoniae e Haemophilus influenzae .
Per quanto riguarda invece le polmoniti acquisite in ospedale, la legionella è responsabile del 10-50% dei casi. Ciò accade quando il sistema idrico del nosocomio è contaminato.
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