Il Tirreno

L’ipotesi Comune di Luni spacca partiti e cittadini

Verso il voto sulla fusione: nel centro storico di Castelnuovo Magra avanza il fronte del no. A Ortonovo forze politiche schierate per il sì

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CASTELNUOVO. Manca poco più di un mese al “referendum day” di domenica 9 febbraio (con voto dalle 7 alle 21) sulla fusione fra Castelnuovo e Ortonovo e le rispettive fazioni (del si e del no) stano affilando le armi per far prevalere le proprie ragioni. Si farà il grande comune di Luni? I dubbi sono tanti in entrambe le “squadre” e solo il 9 febbraio l’arcano sarà risolto. Ma, fino a quel momento, i protagonisti di questa scelta “storica” cercheranno di convincere i cittadini delle proprie ragioni. E la contesa è davvero singolare perché nei due comuni a partire dai partiti ci sono forti differenze, anche all’interno della stessa forza politica.

Poi ci sono le aree geografiche che hanno preso posizioni nette, come ad esempio il centro storico castelnovese, i cui abitanti sono quasi tutti schierati nel comitato del no. E tutto ciò rende ancora più difficile pensare ad un risultato finale scontato. In effetti già i gruppi politici che si contendono la “partita” non sono del tutto allineati tra i due comuni: a Ortonovo, ad esempio, il M5S è favorevole alla fusione mentre i seguaci di Grillo in quel di Castelnuovo Magra sono decisamente contrari al matrimonio con Ortonovo. Il centrodestra ortonovese è schierato a favore del si, mentre il centrodestra castelnovese è animatore del fronte del no. In pratica a Ortonovo non solo la giunta e la maggioranza di centrosinistra è favorevole alla fusione con Castelnuovo Magra ma anche tutte le altre forze politiche sia quelle rappresentate in consiglio comunale che quelle non ancora rappresentate. La stessa situazione si riscontra in quel di Castelnuovo Magra dove anche all’interno del Pd ci sono alcuni distinguo. Tra questi anche l’ex vicesindaco Giorgio Baudone (animatore delle attività culturali castelnovesi) che ha da subito dichiarato la sua contrarietà al progetto «ambiguo, affrettato e non conseguente a una strategia precisa».

Ai nastri di partenza anche i due comitati, quello del no che si chiama "Teniamoci Castelnuovo" (che si è presentato domenica 22 dicembre) e quello che annovera i sostenitori della fusione e che si chiama “Comitato per Luni” : già nei prossimi giorni si contenderanno le piazze del territorio per fare volantinaggio e cercare quindi di convincere i concittadini della validità delle proprie ragioni. E non manca l’utilizzo dei nuovi media come i social dove i comitati sono presenti e particolarmente attivi. Da ricordare, infine, che il referendum è valido con il 30% degli aventi diritto al voto in ciascun comune. In pratica il quesito referendario si dichiara accolto quando in ciascuno dei Comuni interessati abbia partecipato almeno il 30% degli aventi diritto al voto e la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi in ciascuno degli stessi (a favore o no della proposta). Dal computo dei voti sono esclusi i residenti all'estero iscritti all'Anagrafe Italiani Residente All'estero. Prima il quorum richiesto era del 51% comprensivo dei residenti all'estero. Un mese davvero incandescente per Castelnuovo e Ortonovo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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