Finanza
I cento anni del prof. Guglielmo Francini
Fivizzanese, una vita dedicata alla medicina, suo padre fu direttore dell’ospedale lunigianese
FIVIZZANO. Una vita dedicata alla medicina, alla famiglia e agli amici. Il professor Guglielmo Francini compie 100 anni, di cui 86 trascorsi a Grosseto dove ancora esiste la clinica fondata da suo padre, che porta il suo nome. Guglielmo Francini è nato a Fivizzano,il 5 gennaio 1914. Suo padre, Metello Francini, era il direttore del locale ospedale, mentre la madre, Giuseppina era figlia del famoso scienziato anatomista Guglielmo Romiti. La famiglia Francini, dopo il terremoto che colpì la Garfagnana e la Lunigiana il 7 settembre del 1920 e che distrugge, tra l'altro, l'ospedale di Fivizzano, si trasferì a Carrara dove Guglielmo frequentò le elementari, le medie e il ginnasio. L'approdo della famiglia Francini in Maremma risale al 1928, quando il padre di Guglielmo vince il concorso da direttore dell'ospedale di Grosseto, città in cui il giovane Francini frequentò il liceo classico Carducci-Ricasoli, poi frequentò la facoltà di medicina e chirurgia dell'università di Pisa e successivamente l'università di Siena, dietro indicazione del padre, per seguire gli insegnamenti del professor Bolognesi.
È negli anni dell'università che Guglielmo Francini coltiva la passione per gli sport e partecipa, come nuotatore, ai Littoriali e all'organizzazione delle prime edizioni della regata Pisa-Pavia. Si laurea con lode nel 1938, fa l’assistente volontario nell'ospedale di Grosseto. L'anno successivo sposa Adriana Ugazzi da cui ha tre figli. Poi diviene assistente universitario del professor Galeno Ceccarelli, nella clinica chirurgica di Padova, ma la guerra lo obbliga a sospendere la sua carriera accademica. Dapprima è impegnato nella campagna di Jugoslavia e, successivamente, viene inviato in Russia dove, col grado di tenente medico nella leggendaria divisione alpina "Julia", partecipa alla storica ritirata a 50 gradi sotto zero ed alla battaglia di Nikolajewka del 26 gennaio 1943 che consentì al contingente italiano di aprirsi un varco di salvezza nell'accerchiamento russo. Per la sua attività viene anche decorato al valore.Dal 1946 al 1954 è direttore dell'ospedale di Scansano, cura numerose pubblicazioni scientifiche e frequenta cliniche universitarie. Nel 1954, dopo la morte del padre, assume il ruolo di chirurgo della casa di cura a Grosseto, fondata alcuni anni prima dal genitore. Il professor Francini, in pensione dal 2003, continua una vita piena di impegni: è socio del Rotary Club di Grosseto, e fa parte di molte associazioni dove spesso ricopre incarichi di rilievo.
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