Il Tirreno

«Addio Michele, figlio mio Ci hai riempito la vita»

di Francesca Ferri
«Addio Michele, figlio mio Ci hai riempito la vita»

Crovetti, 32 anni, si è spento ieri dopo una battaglia di 7 mesi contro il tumore Portatore di handicap, uno zio era morto in cava: martedì i funerali ad Avenza

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SCANSANO. Michele non ce l’ha fatta. La sua battaglia per la vita si è conclusa ieri mattina all'alba. Niente hanno potuto fare l’amore incondizionato del babbo Ildago e della mamma Annamaria e l’affetto di tutto il paese, Murci, nel comune di Scansano. Il suo corpo, “abitato” da un tumore che ormai si era preso diversi organi, ha dato la resa. Michele Crovetti è morto ieri mattina a 32 anni all’ospedale di Carrara dove era stato portato tre mesi fa in un ultimo, disperato tentativo di sollevargli almeno le ultime sofferenze. «Fino all’ultimo ci ha guardati con occhi quasi colpevoli chiedendo scusa per il “disturbo”», racconta con la voce rotta dal pianto il babbo Ildago. «Questo ragazzo ha riempito la vita a noi e a chiunque lo abbia conosciuto».

Affetto fin dalla nascita da un handicap che non gli impediva, però, di avere una vita quasi normale, a giugno gli era stata diagnosticato un tumore, già in stato avanzato. Michele era stato operato all’ospedale Le Scotte di Siena e per mesi si era sottoposto a chemioterapia, affrontando ogni settimana la strada lunga e tortuosa tra Grosseto e Murci. La sua storia l’aveva raccontata lui stesso al Tirreno a luglio, quando bussò alla redazione di Grosseto insieme alla mamma e al babbo. Un vistoso cerotto sul collo, segno della terapia che stava seguendo, Michele non abbandonò mai il suo sorriso, nonostante la sua vicenda, ripercorsa per lui da babbo Ildago, 57 anni, originario della provincia di Massa-Carrara ma nel Grossetano da diversi anni, fosse terribile. «Fino al 7 giugno scorso – aveva raccontato in quell’occasione il signor Ildago – Michele veniva tutti i giorni a Grosseto per le sue attività alla Fondazione Il Sole». Michele, ragazzo solare, autosufficiente, appassionato della Fiorentina e del suo capitano, Manuel Pasqual, frequentava la fondazione di viale Uranio dove ragazzi e ragazze diversamente abili vengono coinvolti in attività quotidiane.

Nella tarda primavera, però, Michele aveva cominciato a soffrire di problemi alla schiena finché non è arrivata la diagnosi. Michele è stato operato il 10 giugno e poi sono cominciate le terapie. Il padre, per seguirlo, ha dovuto lasciare il lavoro, anche se già da tempo aveva rallentato i ritmi per stare accanto al figlio. Anche perché l’aiuto delle istituzioni, ha sempre lamentato Ildago, non è mai stato troppo puntuale. «Nel dramma – ha ricordato ieri Ildago – ho avuto la fortuna di avere un datore di lavoro, il mio titolare della Cmb ecologia, che nonostante le mie assenze e nonostante fossi uno entrato da relativamente poco mi ha sempre pagato, non mi ha mai fatto un problema».

Per aiutare la famiglia durante i mesi di chemioterapia di Michele, l’ex sindaco di Scansano Marzio Morini e il consigliere comunale Francesco Tenucci organizzarono a fine luglio una raccolta fondi da donare alla famiglia. A Michele furono destinati anche i proventi di una lotteria organizzata dall’Asd Polisportiva Scansano, durante la sagra paesana.

In autunno le condizioni di Michele si sono aggravate. «Tre mesi fa – racconta il babbo – siamo venuti su a Carrara, dove abbiamo ancora i parenti e dove vivono i miei fratelli». Per anni Ildago vi ha lavorato nel settore del granito, prima che la crisi lo spingesse a cercare lavoro nella campagna maremmana.

«A Grosseto ultimamente c’era sempre qualche problema per fare le terapie. A dirla tutta, il radioterapista non l’ha mai visitato. Forse pensavano che non ci fosse più niente da fare e forse avevano ragione. Ma io, come padre, non potevo arrendermi così e allora lo abbiamo portato a Carrara».

Michele ha combattuto fino all’ultimo ma le sue condizioni erano senza via d’uscita. È spirato ieri mattina alle 6.30, nella disperazione dei genitori, degli amici e dei parenti che lo hanno sostenuto fino alla fine. I funerali di Michele si terrano martedì 7 gennaio alle 15 nella chiesa di San Pietro ad Avenza. Il corteo funebre raggiungerà poi il cimitero di Turigliano a Carrara. «Qui è sepolto anche lo zio di Michele, mio fratello, che morì in cava, e il fratellino, che morì quando aveva dieci giorni. Ricordo che Michele diceva all’infermiera: “Devi salvare il mio fratellino”. Adesso riposeranno insieme. Per me possono solo dire che Michele è sempre stato un ragazzo attivo e a tutti quelli che ha conosciuto ha insegnato qualcosa. A me ha riempito la vita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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