La manifestazione
La voce di Schumacher lo destò dal coma
Un 39enne di Terrarossa nel 1997 venne aiutato dal messaggio registrato per lui dal campione
LICCIANA NARDI. «Michael Schumacher si trova nelle stesse condizioni di quando, nel 1997, mio fratello restò in coma per più di 40 giorni a seguito di un gravissimo incidente. Fu la sua voce a destarlo da quel sonno profondo e quindi riportarlo alla vita, il tutto grazie a un messaggio appositamente registrato per lui e che gli facemmo ascoltare più volte».
Così ricorda la sorella di Sandro Navalesi, oggi 39enne, il ragazzo di Terrarossa che il 31 marzo 1997 restò coinvolto in un terribile incidente stradale nei pressi di Serricciolo mentre era in auto assieme a un amico.
«Oggi le parti si non invertite - aggiunge Mariella - e mio fratello, tifosissimo di “Schumi”, sta pregando affinchè il campione di automobilismo si riprenda dalla caduta sulle neve di Meribel, in Alta Savoia, mentre stava sciando».
«Allora accadde un miracolo - sottolinea il marito di Mariella, Marcello - dato che Sandro restò in bilico tra la vita e la morte per quasi un mese e mezzo. Inoltre i medici ci dissero che, semmai si fosse destato, le sue condizioni future sarebbero state una incognita. Invece, per fortuna, Sandro si è ripreso completamente. Adesso ha 39 anni, lavora da tempo e, come sempre, è un accanito sostenitore di Schumi. Per questo l’incidente accaduto al campione di Formula 1 ci rattrista ancor di più rispetto ai tanti sportivi che lo amano. È stata la sua voce a destare Sandro dal coma e il segnale inequivocabile del fatto sono state le lacrime che sgorgarono dai suoi occhi spenti quando gli venne fatto ascoltare il messaggio di Schumi, appositamente registrato per lui».
Di quell’incidente terribile, se ne ricordano ancora in molti. Era la sera del 31 marzo 1997 e Sandro Navalesi, allora 23enne, rientrava in auto assieme a un amico. Nei pressi di Serricciolo, per evitare un frontale, finì fuori strada andando a sbattere contro un muro. Un impatto tremendo. Poi il coma e il girovagare da un ospedale all’altro. Senza particolari miglioramenti. La famiglia si ricordò del fatto che Schumi era l’idolo di Sandro e quindi, tramite il club di Maranello, contattò il campione che subito si prodigò per il ragazzo, con i noti risultati.(f.p.)
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