Proteste
Baraonda, il raid è stata una ritorsione
Gli inquirenti non hanno dubbi: hanno punito Bardazzi per aver denunciato le risse nel locale
MASSA. La devastazione del Baraonda entra nel fascicolo dell’indagine sulla guerra tra bande. Gli inquirenti non hanno dubbi: hanno voluto dare una lezione a Michele Bardazzi, titolare della discoteca. Ma perché hanno voluto fare il raid tentando di dare fuoco al locale? Secondo la polizia per qualcosa che è successo la sera che Giacomo Pucci ha accoltellato due ragazzi mandandoli all’ospedale. Cosa ovviamente non la vanno a raccontare ai giornali gli inquirenti, ma a parlare sono le carte: il ventiseienne durante l’udienza di convalida del suo arresto al giudice ha detto di essere uscito dal Baraonda dalla porta principale dopo la zuffa sulla pista e di essere stato aggredito da un gruppo di dieci persone che erano passate dal retro.
Ma il movente potrebbe essere anche un altro, sempre legato però alla faida tra quelli dei Poggi e gli altri. Bardazzi nei mesi scorsi ha presentato diverse denunce nei confronti di giovani che adesso sono finiti nel mirino delle forze dell’ordine. Denunce che col senno di poi pesano come macigni. Da qui la decisione di dargli una lezione.
La scientifica comunque ha isolato un paio di punti del locale, soprattutto dove è stato tentato di dare fuoco a dei cumuli di carta. È proprio quel tentato incendio a far drizzare le antenne agli inquirenti: non è stato un lavoro da professionisti, ma da persone che comunque avevano intenzione di fare parecchi danni. Non semplici vandali, quindi. Per questo il collegamento con i fatti che stanno sconvolgendo Massa è stato immediato.
Intanto sono stati ricostruiti i movimenti di chi è entrato nella discoteca nella notte. Erano almeno tre e sono passati da una finestrella sul retro. Una finestrella che conosce soltanto chi frequenta assiduamente il locale, perché si trova in un punto non accessibile a tutti. Una volta dentro poi si sono accaniti su quello che hanno trovato a portata di mano: dall’apparecchiatura elettronica della consolle del dj alla cassa, dal vano guardaroba alla direzione. Senza contare che sono state spaccate un centinaio di bottiglie di superalcolici e il bancone del bar è stato quasi divelto. Lavoro non da veri professionisti, ma cattivo. Forse per impedire a Bardazzi di riaprire il Baraonda.
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