Il dolore
Terme di Montelungo, sogno infinito
Da decenni l’impianto sul passo della Cisa è in attesa di funzionare malgrado i tanti soldi spesi e la qualità delle sue acque
PONTREMOLI. Terme di Montelungo, una storia ormai ultra decennale in cui più volte si è annunciato, senza vederne mai il compimento, la realizzazione di un impianto termale nei locali della ex Colonia Montana Ceppellini, lungo le rampe che portano in vetta al Passo della Cisa.
A riportare al centro dell’attenzione la “Fonte della virtù”, un'acqua termale altamente diuretica, perfettamente indicata per la cura dei calcoli renali, ci ha pensato il consigliere Pd, Francesco Mazzoni, che ha presentato un’interrogazione all’amministrazione comunale chiedendo il motivo di tanto ritardo specie considerando che l’aggiudicazione della gara di appalto indetta dal Comune per la concessione della gestione del Centro termale di Montelungo è stata vinta dalla ditta “Cervarezza Holiday Sas” con sede legale in Cervarezza di Busana (Reggio Emilia), che già gestisce impianti in Emilia Romagna e in Piemonte, nell’ormai lontano 2009. E da quella data si è ancora in attesa della stipula del contratto relativo alla gestione delle Terme, con i lavori di ristrutturazione dell’impianto terminati lo scorso anno dalla ditta Coaf di Villafranca lasciati in balia delle intemperie e dei vandali.
«Quali procedimenti amministrativi, nulla osta, autorizzazioni o provvedimenti debbano essere ancora avviati, rilasciati o emanati – si chiede in particolare il consigliere comunale di opposizione, Mazzoni - per l'esercizio dell'attività termale?».
E che i tempi siano enormemente dilatati lo dimostra il fatto che rappresentante della “Cervarezza Holiday Sasa”, Gabriele Ferrari, annunciava all’inizio del 2012 (certamente, vista l’impressione, con un’eccessiva dose di ottimismo) che l’impianto sarebbe stato operativo entro l’estate. E la vicenda delle Terme è senza dubbio una vicissitudine importante perché attorno a Montelungo e Cavezzana d’Antena, con le loro acque pregiate, di nebbia se n’è alzata tanta, creando un alone di rassegnata sfiducia su un’iniziativa che negli anni Settanta-Ottanta pareva essere un volano per l’economia del territorio.
Una struttura che ha legato il suo nome alla storia amministrativa pontremolese degli ultimi decenni e che ha fatto, nel corso di questi anni, buchi nell’acqua e nel bilancio comunale (quasi due miliardi di lire di investimento, cui vanno aggiunti centinaia di migliaia di euro) per gli interventi di ristrutturazione dei locali della ex Colonia Montana Ceppellini, lasciati poi esposti all’inclemenza dei fenomeni atmosferici che hanno procurato ingenti danni agli edifici. Ultimi, in ordine di tempo, i 520mila euro per la realizzazione dell'opera finanziata in parti uguali da Regione Toscana e Comune.
Riccardo Sordi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
