Il Tirreno

«Sciopero della fame sotto il Comune»

«Sciopero della fame sotto il Comune»

Annuncio choc di un cittadino di Bonascola che aspetta la messa in sicurezza dopo l’alluvione

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CARRARA. «Se il municipio continuerà a non darmi risposte sulle condizioni di sicurezza della mia abitazione, entrerò in sciopero della fame e pianterò una tenda in piazza Due Giugno»: è l’annuncio choc di Massimiliano Confalonieri, l’alluvionato di via Casalina a Bonascola che aveva recentemente portato la sua vicenda all’attenzione del consiglio comunale.

L’umo ha rischiato di perdere la vita nell’alluvione del 27 novembre del 2012, che ha provocato alla sua abitazione, danni per quasi 50mila euro: da allora, si batte perché la messa in sicurezza di via Casalina venga terminata, anche a costo di entrare nella proprietà privata di uno dei residenti. Dopo un anno di solleciti al comune, esposti in procura e missive al prefetto, dopo due interventi davanti al consiglio comunale, Massimiliano Confalonieri, ha deciso di passare dalle parole ai fatti, e così minaccia una protesta eclatante. «Se continueranno a non darmi risposta mi piazzerò sotto la sede del Comune ed entrerò in sciopero della fame» annuncia il residente di Bonascola. A portarlo all’esasperazione, non è solo il silenzio del municipio ai suoi ripetuti quesiti sull’effettivo stato di sicurezza della zona in cui risiede ma sono anche i continui allagamenti a cui è soggetta la sua abitazione. «Ormai tutte le volte che esco monto gli acqua-stop e se li dimentico una volta, mi entra l’acqua in casa», racconta Confalonieri, accennando al sistema di pannelli a pressione di cui si è dotato per evitare nuovi allagamenti. Sì perché dopo l’alluvione, che secondo le stime ufficiali dei tecnici del comune ha provocato al signor Confalonieri danni per 49 mila euro, la sua abitazione ha continuato a finire sott’acqua: «Nella notte della vigilia di Natale, quando c’era l’allerta meteo e anche ieri» afferma il residente di via Casalina. Secondo l’abitante di Bonascola, il problema è che dopo i lavori di somma urgenza effettuati dal municipio nel tratto del corso d’acqua posto sotto la pubblica strada, l’intervento si è bloccato, perché la tombatura proseguiva in una proprietà privata: «Ci sono due ordinanze del Comune che non sono state ancora rispettate: sono andato più volte a chiedere spiegazioni ma nessuno mi ha ancora dato risposta». In effetti nel solo mese di dicembre, Confalonieri è intervenuto due volte davanti al consiglio comunale, ha preso parte a una seduta della commissione Lavori Pubblici, senza contare le numerose richieste scritte inviate, nei mesi precedenti, al sindaco e agli uffici competenti. Esasperato da questo silenzio, mentre a ogni pioggia intensa la sua abitazione si allaga, Confalonieri si dice intenzionato a passare dalle parole ai fatti: «Sono pronto a presidiare il Comune e a non mangiare fino a quando non mi daranno una risposta». (c.ch.)

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