Il Tirreno

La Misericordia: aiuti per 120 famiglie

MASSA. Sessantacinque giorni di colloqui e più di 120 persone che quest'anno hanno presentato richieste per il fondo mutui attivato dalla Regione Toscana e dalla Fondazione regionale per la...

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MASSA. Sessantacinque giorni di colloqui e più di 120 persone che quest'anno hanno presentato richieste per il fondo mutui attivato dalla Regione Toscana e dalla Fondazione regionale per la prevenzione all'usura.

Sono i numeri di una crisi che ha tante sfumature. Di positivo c’è che chi si rivolge agli sportelli della Misericordia (che ti sostiene nel fare la richiesta di aiuto previsto dal fondo) non è ancora necessariamente caduto nelle mani dei “cravattari”.

«Le vittime degli usurai – spiega Giovanni Gandolfo, presidente del collegio probivirale della Misericordia San Francesco di Massa – di solito sono persone che possiedono beni: una bella casa, un terreno, un’attività. Gli usurai non prestano soldi a chi non ha nulla. La nostra missione – aggiunge – è quella di evitare che queste persone, vedendosi rifiutare una richiesta di credito dagli istituti bancari, possano ricorrere a queste modalità d'aiuto»

Quindi prevenzione all'usura, ma anche aiuto per chi magari c'è già caduto: ora è possibile grazie alla sinergia tra una rete di associazioni che diversamente - ma, allo stesso tempo, insieme - cercano di combattere povertà e disagio.

«Sicuramente in questo ultimo periodo le domande che ci sono arrivate sono in aumento rispetto a prima – continua Gandolfo – Purtroppo non riusciamo ad aiutare tutti perché non tutti hanno i requisiti per poter accedere al fondo (pensato per proteggere chi possiede una casa, ha un mutuo da pagare e ha fatto debiti, ndr). Con i centri di ascolto sparsi in città cerchiamo però di dare una mano a chiunque si rivolga a noi».

Le domande per accedere ai benefici del fondo sono soprattutto di piccoli imprenditori, padri e madri che a causa di un evento, talvolta improvviso, si sono ritrovati a terra.

«Le cause che spingono queste persone a rivolgersi ai nostri sportelli – spiega Gandolfo – sono diverse: c’è la perdita del lavoro, una separazione tra coniugi, una malattia. Quando capita anche uno solo di questi eventi nella vita di una famiglia già in situazione critiche, si finisce per conoscere quella che è davvero la povertà. L'azione della Misericordia e della Fondazione antiusura non è a scadenza perché abbiamo un fondo permanente, che ogni anno viene ripristinato grazie a un accordo con il ministero dell'Economia. E la Regione contribuisce in modo importante».

ale.pro.

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